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Una vettura che va ad acqua. Possibile?


Michelin, in partneship con il Paul Scherrer Institut, ha ideato la Hy-Light, un prototipo di ciò che potrà essere un veicolo pulito entro 15, 20 anni… Una “vettura che funziona ad acqua” secondo certi giornalisti, una PAC per i più informati. Guardiamola un po’ più da vicino!

All’alba del nuovo millennio, le previsioni allarmanti non mancano! Nel 2030, la popolazione raggiungerà dai 7,5 ai 10 miliardi, contro i 6 miliardi di oggi. Contemporaneamente, i bisogni in termini di mobilità stradale individuale continueranno a crescere. Il parco automobilistico dovrebbe così passare da 700 milioni a 1,6 miliardi di veicoli, avente, come corollario, il riscaldamento del pianeta e le tensioni sul prezzo del petrolio, le cui riserve sono stimate a 30 o 40 anni. In questo contesto, la Hy-Light rappresenta una sintesi ideale tra i bisogni della mobilità stradale e gli obblighi legati al rispetto dell’ambiente. Hy per “idrogeno”, perché si tratta di un veicolo elettrico che, al posto di una batteria, utilizza una PAC (pila a combustibile). E Light per “leggero”, perché pesa solo 850 kg. Costruita a partire da tecnologie che saranno disponibili fra una decina di anni, consuma solo energie durevoli e può accogliere quattro persone viaggiando fino a 130 km/h.

L’acqua e il sole come sole fonti di energia…


Il principio della pila a combustibile si basa sulla trasformazione diretta dell’energia chimica, nata dall’associazione di ossigeno e di idrogeno, in energia elettrica. Quella della Hy-Light è alimentata dall’idrogeno e dall’ossigeno imbarcati, il primo immagazzinato nel telaio dell’auto e il secondo in bombole. Di solito, nelle PAC, l’ossigeno è preso direttamente nell’aria ambiente, il che, da una parte, necessita un compressore per aspirarlo, dunque un sovrappiù di consumo, dall’altra, le prestazioni che ne risultano sono minori che con l’ossigeno puro, a causa ad esempio dell’aria inquinata. La Hy-Light non è sottoposta a questa costrizione e raggiunge così un’autonomia di 400 km ad una velocità costante di 80 km/h.
Poiché l’idrogeno non esiste allo stato naturale, conviene produrlo, ad esempio mediante l’elettrolisi dell’acqua Insomma, per produrlo, ci vuole dell’elettricità. A questo scopo, Michelin e il Paul Scherrer Institut hanno scelto una soluzione completamente ecologica: una stazione di servizio dotata di pannelli solari che generano corrente continua per l’elettrolisi. L’idrogeno e l’ossigeno sono stati ottenuti con un’energia completamente rinnovabile e un livello d’inquinamento pari a zero.

Poiché la PAC rigetta solo vapore acqueo, si potrebbe persino considerare la possibilità di recuperare quest’acqua per produrre di nuovo idrogeno ed ossigeno mediante elettrolisi (come avviene nelle navicelle spaziali). Certo, ci saranno delle perdite, e il ciclo di recupero non si effettuerà al 100%, comunque questo è quanto si può fare di meglio in materia di ecologia.

Niente motore sotto il cofano?

Cercherai invano il motore sotto il cofano della Hy-Light. Come del resto, il cambio, la frizione, il cardano, la barra antirollio e l’albero di trasmissione, poiché tutti i legami tra la sorgente motrice e le ruote sono stati soppressi. La guida del veicolo si fa via un processore che trasmette gli ordini del conducente a due motori elettrici alloggiati… nelle ruote anteriori.


Un’innovazione tecnologica battezzata “Michelin Active Wheel“: questa ruota attiva assicura al tempo stesso le funzioni di sospensione e di trazione grazie a dei motori con un rapporto peso/potenza eccezionale. Oltre all’alimentazione in elettricità mediante la PAC, dei supercondensatori recuperano l’energia delle frenate e la restituiscono ai motori in fase di accelerazione. La Hy-Light può passare così da 0 a 100 km/h in 12 secondi.

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