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DIZIONARIO DELLE “PAROLE DIFFICILI”: lettera C


  1. Càbala: sostan. f., Con il termine si fa riferimento: 1) l’insieme delle dottrine esoteriche dell’ebraismo medievale concernente la cosmogonia, l’angelologia, l’escatologia che ebbe grande influenza sulla liturgia ed usi del popolo ebraico, sulla mistica cristiana e sulla moderna teosofia; 2) arte divinatoria di origina popolare che presume di indovinare il futuro servendosi di numeri, lettere e sogni, es. “càbala del lotto”; 3) in senso figurato, imbroglio, raggiro, inganno.
  2. Cablàggio: sostan. m., In elettronica il termine indica il collegamento dei vari componenti di un’apparecchiatura mediante conduttori isolati, raggruppati a fascio o mediante l’impiego dei circuiti stampati che svolgono anche la funzione di supporto dei componenti stessi; il verbo “cablare” significa collegare apparecchiature elettriche ed elettroniche mediante cavi o fibre ottiche o anche trasmettere notizie per cablogramma.
  3. Cabotàggio: sostan. m., Il termine indica: 1) navigazione lungo le coste marine, da porto a porto, da capo a capo, senza attraversare il mare aperto e su percorsi limitati; 2) navigazione, secondo gli usi mercantili, fra porti dello stesso Stato per il trasporto di merci nazionali, 3) in aereonautica, il “cabotàggio aereo” indica il trasporto di persone e cose tra aeroporti dello stesso Stato.
  4. Cachessia: sostan. f., grave deperimento dell’organismo, conseguenza di malattie croniche a lunga decorrenza o anche effetto dell’età avanzata.
  5. Cacofonia: sostan. f., Suono sgradevole di una parola o frase, per frequenti incontri di vocali o per fastidioso ripetersi di suoni uguali. In musica, il fenomeno può generarsi da singoli di inesatta intonazione o di emissione sforzata.
  6. Cadreghino: sostan. m, Diminuitivo di “càdrega” (da avvicinare a cattedra), termine dialettale lombardo che, entrato nel linguaggio comune, indica la “scranna” (sedia dottorale con braccioli e schienale alto) come simbolo di autorità. In senso figurato, indica posto o incarico di un certo prestigio.
  7. Càglio: sostan. m., Sostanza acida che coagula il latte. Si tratta di un enzima che si prepara con la quarta porzione dello stomaco (abomàso) dei ruminanti. Il verbo riflessivo è “cagliare” cioè rapprendersi, coagularsi.
  8. Cala: sostan. f., Insenatura di modeste dimensioni, in mare o lago, dove possono approdare piccole navi.
  9. Calanca: sostan. f., Piccola cala, propria delle coste alte e ripide.
  10. Calanco (pl.-chi): sostan. m., Profondo solco che si forma in terreni sensibili all’azione erosiva dell’acqua, come le argille e le marne. In Italia i calanchi sono molto frequenti nel Subappennino emiliano.



  1. Caligine: sostan. f., Insieme di pulviscolo (fumo, smog, polvere, cenere ed ogni altro elemento presente nell’atmosfera) in quantità tale da offuscare l’aria. Una maggiore quantità di caligine si registra nelle grandi città.
  2. Calle: sostan. f., 1)Termine di uso poetico per indicare viottoli, stradine campestri; 2) Nome delle caratteristiche stradine di Venezia.
  3. Calòscia (o galòscia): sostan. f., Soprascarpa di sottile gomma o di altro materiale impermeabile, che ripara la scarpa ed il piede dall’acqua.
  4. Calvinismo: sostan. m., Dottrina teologica e morale di Calvino che porta alle estreme conseguenze logiche la dottrina di Lutero. Si ricorda come il più rigorista ed intransigente dei movimenti scaturiti dalla riforma protestante. L’aggettivo ed sostantivo maschile è : “calvinista”.
  5. Camarilla: sostan. f., 1) Anticamente indicava il Consiglio privato del sovrano spagnolo che esercitava grande influenza sulle sue decisioni; 2) Il termine, in senso estensivo, indica cricca di persone, una sorta di consorteria che, nel proprio esclusivo interesse ordisce intrighi, amministra ed esercita illegalmente un potere.
  6. Cambusa: sostan. f., Magazzino a bordo delle navi nel quale si conservano i viveri occorrenti per la distribuzione giornaliera. Il marinaio addetto è il “cambusière” (sostan. m.).
  7. Camerléngo (pl.-ghi): sostan. m., 1) Antico titolo nobiliare germanico; 2) Amministratore di conventi, opere pie e simili; 3) Titolo del cardinale a capo della Camera Apostolica (ufficio con funzioni giurisdizionali) che amministra la Chiesa durante la sede vacante.
  8. Camitico (pl. m. -ci): agg., Termine riferito ai “camiti”: cioè gli appartenenti alla grande famiglia etnica non negride dell’Africa settentrionale e nord-occidentale: i camiti parlano lingue collegate fra loro, dette anche “camitiche”, cui appartengono l’antico egizio, il copto, i dialetti berberi e tutte le altre lingue della vastissima zona che va dall’Egitto all’Etiopia.
  9. Candelora: sostan. f., Nella religione cattolica indica la festa della purificazione della Vergine Maria che ricorre il due febbraio. Così detta, perché quel giorno si benedicono le candele.
  10. Canizie: sostan. f., 1) Qualità di chi è canuto, cioè bianco di capelli, barba e baffi; 2) Concreta perdita della sostanza colorante, cioè del pigmento per invecchiamento, ma congenita nell’albinismo; 3) In senso figurato, il termine indica la vecchiaia, l’età avanzata. L’agg. è “canuto”.


  1. Cannabismo: sostan. m., Avvelenamento causato dal vizio di fumare o di masticare hashish o marijuana.
  2. Canneggiare: v. trans., Misurare un terreno con la canna metrica, vecchia unità di lunghezza (oltre 2 metri) in varie località italiane.
  3. Cànone: sostan. m., Il termine ha più significati: 1) Norma. Insieme di leggi o di regole; 2) Termine ecclesiastico, (“canoni apostolici”) per indicare disposizioni disciplinari che si ritengono risalire agli Apostoli; 3) Quota commerciale periodica che si versa per ottenere un determinato servizio o altra prestazione, p. es. canone di locazione ecc.; 4) Forma di composizione musicale, tipica dell’antica polifonia, in cui due o più voci (poi anche strumenti) ripetono la stessa melodia a distanza di un certo numero di misure.
  4. Canònica (pl. -che): sostan. f., Casa in cui abitano i canonici, cioè i sacerdoti appartenenti al capitolo di una cattedrale o chiesa collegiata. Il termine indica anche la casa situata vicino alla chiesa, in cui abita il parroco.
  5. Canònico: (pl. m. -ci) agg. I significati sono: 1) Conforme ad un canone (norma o regola) prestabilito. Significato estensivo: valido, regolare, es. “procedimento canonico”; 2) Attinente o conforme alla leggi della Chiesa. “Diritto canonico” : complesso delle norme giuridiche, fatte valere dalla Chiesa nei confronti dei fedeli; 3)In senso figurato: il momento più adatto destinato a fare qualcosa, p. es. “è l’ora canonica per passeggiare”.
  6. Canonizzare: v. trans., Proclamare santo. Il sostan. f. “canonizzazione”, nella religione cattolica, è l’atto solenne con il quale il pontefice, dopo un regolare processo canonico, proclama che una persona, morta, praticando, in modo eroico, le virtù cristiane (di Cristo) ed essendo stata già proclamata beata, è da annoverare fra i santi.
  7. Cantafàvola: sostan. f., Nella letteratura tradizionale popolare, il termine indica un racconto dall’andamento ritmico e di contenuto scherzoso, faceto, che richiede una particolare cadenza di voce. S’ intende anche un racconto lungo, noioso ed inverosimile.
  8. Canterano: sostan. m., Cassettone talvolta a sezione triangolare, con vari cassetti sovrapposti, per riporre biancheria o altro.
  9. Càntica (pl. -che): sostan. f., Composizione poetica narrativa. Ciascuna delle tre parti in cui si divide la Divina Commedia è una cantica.
  10. Cantone: sostan. m., I significati sono: 1) Angolo esterno di un edificio, angolo interno di una stanza. In senso figurato, sta per luogo appartato e solitario; 2) Ciascuna delle unità politico-amministrative in cui è suddivisa la Confederazione elvetica.



  1. Capitolare: sostan. m. e agg. Come sostantivo, si riferisce alle leggi e regolamenti emanati dai re merovingi e carolingi, tra i più importanti quelli di Carlomagno, che contenevano istruzioni riguardanti l’organizzazione e l’amministrazione dell’Impero. Come aggettivo, si riferisce ad un “capitolo”, cioè all’adunanza (ed anche al luogo) di religiosi o di cavalieri.
  2. Capitolare (aus. del verbo avere): v. intr. Arrendersi al nemico; stabilire i capitoli del trattato di resa.
  3. Captazione: sostan. f., Il termine ha due significati: 1) raggiro, dolo posto in essere per indurre qualcuno a disporre per testamento in proprio favore; 2) procedimento di depurazione riguardante i fluidi industriali che consiste nell’allontanare piccolissime particelle presenti nella miscela, allo scopo di ottenere un prodotto puro o anche per recuperare sostanze pregiate.
  4. Carapace: sostan. m., Corazza che ricopre il corpo di alcune specie animali, come gli armadilli, le tartarughe, i crostacei.
  5. Carato: sostan m. Il significato attiene: 1) All’unità di peso usata in oreficeria per i diamanti, le pietre preziose e le perle. In gioielleria, si indica in carati anche il fino delle leghe d’oro, ad es. l’oro puro è di 24 carati; 2) Alla parte in cui è suddiviso il capitale di una società o la proprietà di una nave mercantile.
  6. Caravanserràglio: sostan. m., Vasto recinto, talvolta protetto da tettoie, in cui in alcuni paesi orientali sostano le carovane per il riposo ed i rifornimenti. In senso figurato, indica un luogo di confusione, chiasso e disordine.
  7. Cariàtide: sostan. f., Statua o busto femminile terminante inferiormente in erma (pilastro rettangolare a forma di una testa umana), prisma o colonna, usato per sorreggere architravi, mensole ed altri elementi architettonici. Per le statue virili, il termine è “Atlante o Telamone”. Nel linguaggio comune, il termine indica una persona vecchia e sgradevole che ha idee antiquate e retrograde e/o persona che se ne sta appartato e silenzioso senza partecipare ai discorsi, alle attività.
  8. Carminare: v. trans., Cardare, pettinare la lana. In senso figurato: esaminare, vagliare scrupolosamente punto per punto.
  9. Carminativo: sostan. m. e agg., Medicamento mirante ad eliminare i gas intestinali in eccesso.
  10. Carotàggio: sostan. m., Nella tecnica mineraria è l’operazione dell’estrarre campioni di terreno o rocce dal sottosuolo, detti per la loro forma “caròte”( sostan. f. pl.).


  1. Carriàggio: sostan. m., Robusto e pesante carro a quattro ruote, un tempo usato dai militari per il trasporto di materiali e rifornimenti.
  2. Cartolare: agg., Si dice di un diritto che si considera indissolubilmente legato al documento (carta) che lo afferma e che non si può esercitare senza il possesso di esso.
  3. Casistica (pl. -che): sostan. f., Il termine si riferisce a: 1) Parte della teologia morale che considera il numero più grande possibile di contingenze umane, prescrivendo per ciascuna, la linea di condotta da seguire ed il comportamento in ogni caso; 2) In statistica, l’elenco dei casi che possono verificarsi in determinate situazioni.
  4. Cassandra: sostan. f., E’ l’appellativo che viene dato a chi predice o annuncia sventure a cui nessuno dà credito, esso deriva dal nome della figlia di Priamo ed Ecuba, che prediceva la caduta della città di Troia senza essere mai creduta.
  5. Cassazione: sostan. f., Il termine si riferisce a: 1) Atto, effetto del cassare, cancellare, oggi usata solo nel senso di revocare, annullare; 2) In diritto, s’intende l’annullamento di una sentenza di un magistrato da parte di un altro magistrato che è superiore (Corte di Cassazione), esso può essere puro e semplice o costituire un rinvio ad altra Corte che riapre il procedimento; 3) Musica strumentale da eseguirsi per le strade, affine alla serenata, in voga nel XVII e XVIII secolo.
  6. Castaldo: sostan. m., Anticamente il termine indicava l’amministratore dei beni di un principe e/o il maggiordomo. Oggi è il fattore di campagna ed, in alcune province siciliane indica la guardia privata di vigilanza campestre.
  7. Castone: sostan. m., In un gioiello indica l’incavo in cui è fissata la pietra preziosa.
  8. Catalèssi: sostan. f., Fenomeno di automatismo, caratterizzato dall’impossibilità della contrazione volontaria dei muscoli, coincidente con un particolare stato fisico in cui i muscoli del volto, del corpo, degli arti mantengono per molte ore la posizione semirigida fatta loro assumere. Si verifica in particolari patologie, tipo: l’epilessia o può derivare da danno cerebrale. Si possono avere casi di catalèssi legati all’ipnotismo.
  9. Cataplasma (pl. -i): sostan. m., Impiastro costituito dalla pasta di farine vegetali, tipo lino, riso, malva ecc., con proprietà emollienti o calmanti, che si applica calda sulla pelle, avvolta in una garza. In senso figurato, si dice di persona malandata in salute o noiosa ed, in questo caso si usa il sinonimo “impiastro”.
  10. Catarsi: sostan. f., Il termine letterale significa “purificazione”. Nella dottrina platonica è la purificazione dell’anima attraverso la sofferenza; in quella pitagorica, ciò si realizza attraverso la trasmigrazione da un essere all’altro. In psicoanalisi, la catarsi è la liberazione dei conflitti attraverso la rievocazione dei traumi che li hanno generati.

  1. Catechèsi: sostan. f., Insegnamento del catechismo, che è, comunemente l’insieme degli insegnamenti fondamentali della dottrina cristiana. La “catechètica” ne è il metodo.
  2. Catecùmeno: sostan. m. (f. -a), E’ l’adulto che si istruisce nella dottrina fondamentale della Chiesa cristiana, prima che possa essere ammesso al battesimo. In senso estensivo: “neofita”.
  3. Cateratta (o cataratta) sostan. f., Il termine ha più significati: 1) Nei canali, nelle conche, indica qualunque chiusa destinata a trattenere o a frenare il corso delle acque, a regolarne l’immissione o lo scarico; 2) Cascata d’acqua non molto vistosa nel decorso di un fiume, originata generalmente dall’erosione di una precedente cascata vera e propria, in senso figurato l’espressione: ” piove a cascata”, cioè a dirotto; 3) In oculistica indica la perdita di trasparenza del cristallino denunciata dalla comparsa di una macchia biancastra in esso.
  4. Catilinària: sostan. f., Ciascuna delle quattro celebri orazioni che Cicerone pronunziò contro Catilina. In senso estensivo indica un discorso violento, una veemente invettiva contro qualcuno.
  5. Catone: sostan. m., Viene appellata così una persona che ha, o che ostenta, grande onestà e severità di principi e rigore morale, dal nome del severissimo censore romano.
  6. Cattività: sostan. f., Indica: 1) Condizione di prigionia, di schiavitù; 2) Condizione dell’animale selvatico rinchiuso in uno zoo o, comunque, non nel suo ambiente naturale: “un leone nato in cattività”.
  7. Caudale: agg. Si dice della coda: “estremità caudale”.
  8. Caudino: agg., In senso figurato viene usata l’espressione “Forze Caudine” per indicare un’umiliazione grave e penosa, a cui (da qui poi l’espressione) furono sottoposti i Romani, costretti dai Sanniti, perché sconfitti, che dovettero passare sotto una specie di giogo presso Caudio (oggi Montesarchio, nel Sannio, in provincia di Benevento).
  9. Causidico: sostan. m. (pl- ci), E’ un termine antico che indica la facoltà di rappresentare in un processo la persona di un litigante pur senza avvocato. Oggi, se usato, indica avvocato di poca dottrina (valore), ma abile nei cavilli e nei raggiri.
  10. Cavalleggère (o cavalleggèro): sostan. m., Soldato della cavalleria con armamento leggero.

  1. Cavallerizza: sostan. f. Questo termine indica: 1) La pista generalmente di sabbia, recintata, all’aperto o coperta, destinata all’insegnamento, all’addestramento e alla pratica dell’equitazione. 2) L’arte di addestrare i cavalli e di cavalcare. 3) Il femminile di cavallerizzo, ciè chi si mostra particolarmente abile nel cavalcare e, inoltre, chi insegna l’ arte del cavalcare.
  2. Cavatore: sostan. m. Il termine ha un duplice significato: 1) Operaio addetto a lavori di scavo. 2) Cercatore di tartufi; tartufaio.
  3. Càvea: sostan. f. E’ il complesso delle digradanti file concentriche di gradini, riservato agli spettatori nei teatri e anfiteatri classici.
  4. Cèduo: agg. E’ detto di bosco che viene tagliato periodicamente: si tratta di un sistema di governo dei boschi basato sul rinnovo del terreno superficiale ottenuto mediante tagli periodici degli alberi.
  5. Celèrrimo: agg. super. ass. di “cèlere”.
  6. Celèsta: sost. f. Il termine indica lo strumento musicale a tastiera, costituito da lamine metalliche che, percosse da martelletti, entrano in vibrazione.
  7. Cenàcolo: sost. m. Il termine indica: 1)I locali al primo piano della casa romana antica; 2) a Gerusalemme, la stanza dove Gesù trascorse l’ultima cena: quindi anche il dipinto che rappresenta la Sacra Cena. In senso figurato, è il luogo in cui sono soliti adunarsi letterati, artisti ecc. di un dato indirizzo culturale; gruppo di artisti o letterati.
  8. Cenobita (pl. – i): sost. m. Anticamente, era il termine con cui si indicava chi si ritirava in luoghi solitari a condurre vita religiosa. Oggi, in senso figurato, è colui che vive solitario e modestamente. Il Cenòbio, sost. m., è una comunità di religiosi, un convento.
  9. Censire (io censisco, tu censisci): v. trans. Significa fare il censimento; iscrivere nei registri del censo.
  10. Cènso: sost. m. In Roma antica, censimento quinquennale dei cittadini e delle loro proprietà; successivamente, il termine passò ad indicare gli averi , i possessi di un individuo o di una comunità sottoponibili a contributi. In senso più ampio, significa ricchezza, patrimonio sostanzioso.



  1. Ceppàia: sostan. f. Il termine si riferisce al ceppo di un albero tagliato raso terra, da cui si sviluppano altri rami.
  2. Cèrbero: sostan. m. E’ il cane con tre teste che Dante Alighieri pone a guardia dell’Inferno nella Divina Commedia. Il termine è spesso usato in senso figurato col significato di “custode”, “portiere severissimo e intrattabile”.
  3. Cércine: sostan. m. Si tratta del panno che le donne di campagna si arrotolano come un cerchio sul capo per portare brocche d’acqua, ceste o altro.
  4. Cèrebro: sostan. m. E’ termine usato in senso letterario per indicare il “cervello”.
  5. Certame: sotan. m. In senso letterario, significa “gara” o “contesa”.
  6. Cerùsico: sostan. m. Anticamente, il termine serviva a indicare il “chirurgo”.
  7. Cèspite: sostan. m. Nel linguaggio comune, si usa, in senso figurato, per indicare una “rendita” o “fonte di guadagno”.
  8. Chèla: sostan. f. E’ un organo simile ad una pinza, atto ad afferrare, di cui sono dotati molti artropodi quali i crostacei (granchi, gamberi) e gli scorpioni.
  9. Chiòsa: sostan. f. Il termine indica la nota che serve a spiegare una parola o il passo di un libro. Da tale voce deriva “chiosatore (f. -trice)”, che è colui che chiosa un’opera.
  10. Chirografàrio: agg. 1) Relativo al chirografo; 2) Si dice del creditore il cui credito è attestato da un documento sottoscritto dal debitore.



  1. Chirògrafo: sost. m. E’ una scrittura privata con cui una persona assume un’obbligazione nei confronti di un’altra, senza garanzia reale; è scritta di proprio pugno e firmata dall’obbligato.
  2. Cibòrio: 1) sost. m. Si tratta del tabernacolo posto sull’altare delle chiese in cui si ripongono le ostie consacrate, è sinonimo di pìsside; 2) Baldacchino su quattro colonne che ricopre e protegge in chiesa l’altare isolato.
  3. Ciceròne: sost. m. (f.- a) Guida che accompagna i turisti, illustrando loro i monumenti, le opere d’arte ecc. In senso figurato, il termine indica chi è abile nel discutere, dal nome del grande oratore latino.
  4. Cimasa: sost. f. E’ un elemento ornamentale che corona la parte superiore di un edificio, di un mobile, ecc., consistente in una modanatura multipla e sporgente in fuori.
  5. Ciménto: sost. m. Il termine sta ad indicare “rischio, prova pericolosa”. Nel suo significato più antico, è l’ indagine scientifica.
  6. Cimièro: sost. m. In senso proprio, è l’ornamento che sormontava gli elmi, ma, più in generale, il termine è usato per indicare l’elmo stesso.
  7. Cimòsa: sost. f. Si tratta dell’estremità marginale di una stoffa, più fitta di ordito e, talora, di colore diverso dal resto del tessuto; spesso, porta impresso il marchio di fabbrica. Nel suo significato più antico, indica il rotolo di feltro che si usa per cancellare ciò che si è scritto sulla lavagna.
  8. Circènse: agg. Il termine è relativo al circo; i giochi circensi erano quelli che, nell’antica Roma, si tenevano al circo.
  9. Circonvenire: v. trans. Significa “raggirare, circuire, ingannare”.
  10. Cirenèo: agg. In generale, è chi è nativo della città di Cirene. “Il Cireneo”, invece, è Simone da Cirene che aiutò Gesù a portare la croce sul Golgota. Infatti, il termine è usato in senso figurato, per indicare chi, spontaneamente o perché costretto, si assume un compito gravoso, una fatica che spetterebbe ad altri.



  1. Cirro: sost. m. Il termine può assumere diversi significati. 1) Ricciolo; 2) Nube leggera e biancastra a struttura filamentosa, simile a pennacchi: i “cirri” formano il c.d. cielo a “pecorelle”; 3) E’ l’appendice filamentosa mediante la quale alcune piante si sostengono.
  2. Cispa: sost. f. Il termine è indicativo dell’umore vischioso secreto dalla congiuntiva, che si rapprende sull’orlo delle palpebre e tra i peli delle ciglia.
  3. Citologìa: sost. f. E’ quel ramo della biologia che studia la struttura della cellula, dei vari organuli che essa contiene e le loro funzioni.
  4. Clangòre: sost. m. Il termine è usato in senso letterario per indicare un suono alto e squillante, particolarmente di trombe.
  5. Clonaziòne: sost. f. Tecnica biologica di riproduzione artificiale di uno stesso individuo o cellula in tante copie del tutto identiche. In senso estensivo, indica la riproduzione, spesso non lecita, di un determinato prodotto.
  6. Clòne: sost. m. E’ il gruppo di cellule o di organismi geneticamente uguali, derivati da un solo individuo. In senso più estensivo, è la copia identica di un medesimo prodotto.
  7. Clòno sost. m. Il termine è usato in medicina per indicare la contrazione involontaria e transitoria di un muscolo, presente nell’epilessia, nell’isterismo e in altre patologie del sistema nervoso.
  8. Coacèrvo: sost. m. 1) Indica un “cumulo, un’accozzaglia” di cose; 2) Accumulo di interessi, redditi o beni.
  9. Coartare: v. trans. Il verbo significa “costringere, obbligare, restringere entro limiti angusti”.
  10. Coattivo: agg. Il termine significa “che costringe con la forza”.



  1. Coaziòne: sost. f. 1) Violenza fisica o morale con cui si obbliga qualcuno ad agire contro la propria volontà; 2) In psicologia, è la soggezione a ripetere un certo tipo di pensieri e comportamenti irrazionali che, pur riconosciuti tali da chi li subisce, non è possibile impedire o ridurre.
  2. Còcca: sost. f. 1) Indica la tacca praticata all’estremità inferiore delle frecce per appoggiarle alla corda dell’arco. In senso più esteso, è il punto della corda da cui parte la freccia, per cui si dice: “Scoccare, scagliare la freccia via dalla corda”. 2) Estremità di un fazzoletto o altra stoffa simile.
  3. Còcchia: sost. f. Il termine indica la grande rete a strascico trainata da due barche.
  4. Codicillo: sost. m. E’ l’aggiunta fatta ad un testamento per modificarne le disposizioni. Indica anche il poscritto aggiunto ad una lettera, ad un documento ecc.
  5. Coèvo: agg. Il termine significa “contemporaneo” ( comunemente riferito ad età passate) : “Gli scrittori coèvi a Cesare”.
  6. Cognitivo: agg. Che riguarda tutte le funzioni della cognizione: attenzione, percezione, apprendimento, memoria, linguaggio ed elaborazione del tutto. E’ una voce propria della psicologia.
  7. Collazionare: v. trans. Il verbo può avere due significati: 1) Confrontare la copia di uno scritto con l’originale, per riscontrare eventuali errori o discordanze; 2) Effettuare una “collazione” ereditaria.
  8. Collaziòne: sost. f. 1) Il collazionare un testo; 2) E’ l’obbligo giuridico in forza del quale gli eredi chiamati alla successione di un medesimo soggetto, sono tenuti, in sede di divisione ereditaria, a conferire, nella massa da dividere, le donazioni ad essi fatte dal defunto.
  9. Collètta: sost. f. 1) Il termine indica l’orazione breve con cui il sacerdote raccoglie ed esprime il voto dei fedeli, in occasione delle più varie circostanze (carestie, guerra ecc.) o come formulazione in sintesi della preghiera ordinaria solenne. 2) E’ la raccolta di prodotti, derrate o denaro a scopo di beneficenza.
  10. Collettame: sost. m. Da un lato indica la spedizione di merci appartenenti a più persone effettuata dalle ferrovie o da altro vettore in una sola volta. Dall’altro, è l’insieme delle merci spedite.


  1. Collìdere: v. intr. e rifl. Significa “scontrarsi, urtare contro qualcosa”.
  2. Collùdere: v. intr. Stringere segretamente un accordo con la parte avversa a quella di cui si dovrebbero tutelare gli interessi.
  3. Collutòrio: sost. m. E’ un liquido medicinale per la cura del cavo orale mediante sciacqui. Il termine può indicare anche lo stesso sciacquo praticato con tale medicamento.
  4. Colofòne: sost. m. Nei libri a stampa antichi era la formula finale indicante l’autore dell’opera, il luogo e la data di stampa; nei manoscritti, riporta il nome dell’amanuense e altre indicazioni sull’opera; nei libri moderni, il nome dello stampatore, la data e altro.
  5. Colòstro: sost. m. E’ il liquido denso, torbido e giallastro che le mammelle di una donna secernono dopo il parto e che costituisce il primo alimento per il neonato, prima del latte vero e proprio.
  6. Coltivo: agg. Si dice di terreno coltivato o coltivabile.
  7. Comburènte: agg. E’ una sostanza che, combinandosi con un combustibile, dà luogo a reazioni di combustioni. Spesso comburènte è l’ossigeno dell’aria e, dunque, le sostanze ossigenate.
  8. Còmma: sost. m. Nel linguaggio più diffuso è ciascuno dei capoversi di un articolo di una legge, regolamento e simili. Può anche indicare, però, quella parte di un periodo posta tra due virgole.
  9. Commènda: sost. f. 1) Nel suo primo significato, costituisce un beneficio ecclesiastico affidato ad un ecclesiastico e poi dato in godimento ad un laico che non ne diviene titolare ma lo conserva a vita (per es. un’abbazia); 2) Più in generale, è l’assegnazione provvisoria di un beneficio; 3) Negli ordini cavallereschi era una dotazione in terreni concessa ad un membro dell’ordine, detto, pertanto, commendatore; 4) Nel medioevo, era un rapporto commerciale in base al quale un commendante affidava ad un commendatario della merce o del denaro per farne commercio, con il patto di dividerne i frutti: da ciò deriva la società in accomandita.
  10. Commendatìzio: agg. Che tende a raccomandare (per es. una lettera c.).



  1. Commensalismo: sost. m. Il termine si usa in zoologia per indicare una forma di simbiosi tra due individui di specie diversa, per cui si ha una comune utilizzazione di riserve alimentari, a vantaggio di uno dei commensali ma senza danno per l’altro.
  2. Commessura: sost. f. Significa incastro. E’ il punto in cui due o più cose si congiungono.
  3. Comminare: v. trans. In diritto, significa stabilire una sanzione per i trasgressori di una legge.
  4. Commoriènza: sost. f. E’ una presunzione legale per cui, quando si tratta di stabilire la sopravvivenza di una persona ad un’altra e non è possibile capire quale di esse sia morta prima,entrambe si considerano morte nello stesso momento.
  5. Complanare: agg. E’ detto in particolare di una strada che giace sullo stesso piano di un’altra strada più importante a scorrimento veloce, spesso ad essa parallela, costruita per snellire il traffico, rendere più agevoli gli attraversamenti dei centri abitati ecc.
  6. Complessiòne: sost. f. Indica la costituzione fisica. Per es.: “E’ un uomo di complessiòne molto robusta…”.
  7. Compòrto: sost. m. 1) Il termine indica il periodo di tempo che si concede come ritardo; 2) E’ quel dato tempo che un treno deve aspettare per la coincidenza con un altro treno.
  8. Compòsta: sost. f. Indica la conserva di frutta ottenuta cuocendo quest’ultima con lo zucchero.
  9. Compulsare: v. trans. Consultare accuratamente libri, documenti e simili, per lo più a scopo di studio.
  10. Compulsivo: agg. 1) Costrittivo, coattivo; 2) In psicopatologia, è sinonimo di “coatto”.



  1. Conativo: agg. 1) In linguistica, dicesi di forma verbale che esprime lo sforzo, la volontà, il tentativo; 2) In psicologia e filosofia, è detto di ciò che riguarda gli atti, i desideri e gli sforzi di volontà, oggi comunemente definiti “motivazionali”.
  2. Còncio: agg. 1) Il termine indica il blocco di pietra quadrangolare da costruzione; 2) E’ anche omografo del part. p. di “conciare”, che significa “sottoposto alla concia” ed è detto di pelli e pellicce.
  3. Concreziòne: sost. f. 1) Nel suo primo significato indica il deposito di materiali solidificati; 2) In medicina, si usa per indicare la formazione organica o inorganica prodotta da sedimentazioni successive. 3) In linguistica, è il fenomeno di fusione dell’articolo con il sostantivo. 4) In geologia, è la formazione cristallina, a strati concentrici, dovuta alla deposizione continua di sostanze disciolte in acqua (es. stalattiti).
  4. Conculcare: v. trans. 1) Nel suo significato più antico vuol dire “calpestare violentemente”; 2) Ancora, può significare “violare, opprimere con disprezzo”.
  5. Confarsi: v. intrans. pron. In senso letterario, significa “essere conveniente, appropriato, adatto”. E’ molto comune l’uso del part. pres. “confacènte”, nel senso, appunto di “adatto, appropriato”. Ancora può significare “addirsi, giovare” (per es. E’ partito perché non gli si confaceva il clima).
  6. Congèrie: sost. f. E’ un ammasso di cose di diverso genere. Per es. “una congèrie di cognizioni”.
  7. Consensivo: agg. E’ detto di chi esprime, manifesta consenso.
  8. Conterìa: sost. f. Il termine, usato per lo più al plurale, indica ciascuna delle perline ottenute tagliando tubetti di vetro di vari colori in piccoli pezzetti, a uso di monile e per farne fiori, frange ecc. E’ un’industria fiorente a Venezia e a Murano.
  9. Contèzza: sost. f. Si usa, in senso letterario, al posto di “notizia, cognizione”.
  10. Continènte: agg. Si dice di chi sa frenare


  1. Contraffòrte: sost. m. 1) Il termine indica l’opera muraria che col proprio peso serve a neutralizzare le spinte delle volte e cupole op. a rinforzo di muri, fungendo da appoggio; è detto anche “sperone”. 2) Può anche indicare la catena secondaria di monti che si stacca dalla principale.
  2. Contraltare: sost. m. E’ l’altare posto di fronte ad un altro. In senso figurato, può indicare la cosa detta o fatta allo scopo di ostacolare o togliere valore ad altre oppure la persona di cui ci si serve in alternativa o in opposizione ad un’altra.
  3. Contrappasso: sost. m. 1) Nel significato più antico, indica la pena del taglione; 2) Passo di danza mediante il quale due ballerini si avvicinano dopo essersi allontanati; 3) In senso letterario, è la corrispondenza, per contrasto o per analogia, nell’oltretomba dantesco, tra le pene cui sono sottoposte le anime dei dannati e le colpe da esse commesse in vita.
  4. Contrito: agg. Il termine è sinonimo di “pentito, mortificato, umiliato”.
  5. Contròra: sost. f. Nelle regioni dell’Italia meridionale è il periodo dedicato, nei pomeriggi estivi, al riposo del dopo pranzo; è sinonimo di siesta.
  6. Contuso (part. p. di contundere) agg. Che ha subìto una o più contusioni.
  7. Conurbazione: sost. f. E’ il fenomeno per cui una città, espandendosi, assorbe i centri urbani adiacenti; di conseguenza, indica anche lo stesso agglomerato urbano che sorge in tal modo.
  8. Convèrsa: sost. f. 1) E’ la lastra metallica o di altro materiale che si mette in particolari punti dei tetti, affinchè l’acqua non penetri tra le tegole. 2) Il termine indica la suora, o al maschile il frate, addetti al servizio di un convento; i “conversi” vestono l’abito religioso pur non avendo preso gli ordini sacri.
  9. Conveziòne: sost. f. Costituisce uno dei modi di propagazione del calore, proprio dei fluidi (liquidi e gas), consistente in uno spostamento di particelle calde verso zone a temperatura più bassa.
  10. Coonestare: v. trans. Cercare di giustificare un’azione, propria o altrui, facendola infondatamente apparire onesta.


  1. Cooptare: v. trans. Significa scegliere qualcuno a far parte di un sodalizio, un partito o l’organo collegiale di un’azienda e simili, sulla base della decisione presa da chi ne fa già parte.
  2. Còppo: sost. m. 1) Grande vaso di terracotta usato per consevare l’olio; 2) Misura italiana di capacità corrispondente da 1 a 3 litri circa; 3) Con tale termine si indica anche la tegola tronco-conica che serve a ricoprire, sui tetti, le congiunture tra le tegole piane.
  3. Coprolalìa: sost. f. Indica l’impulso morboso o alterazione mentale che porta a pronunciare parole oscene.
  4. Coramèlla: sost. f. E’ la striscia di cuoio su cui si affilano i rasoi.
  5. Cordiglièra: sost. f. Il termine è usato per indicare una catena di monti. Per es. la c. delle Ande.
  6. Cordìglio: sost. m. E’ la cordicella a nodi che i frati e le monache portano intorno alla vita.
  7. Corèutica: sost. f. Arte della danza. Nell’antica Grecia, infatti, il corèuta era il cantore-danzatore che faceva parte del coro.
  8. Còrizza: sost. f. 1) E’ ciò che comunemente si è soliti chiamare “raffreddore”, cioè un’infiammazione della mucosa nasale spesso diffusa alle prime vie respiratorie; 2) In veterinaria, è una grave malattia da germi specifici.
  9. Corrasione: sost. f. E’ quel fenomeno di erosione e disgregazione delle rocce dovuto al vento e alle particelle solide da esso trasportate.
  10. Corruscare: v. intr. Mandare bagliori



  1. Corrusco: agg. Il termine significa “splendente, rilucente, fiammeggiante”.
  2. Corsètto: sost. m. E’ il busto da donna o giubetto attillato che trae origine dalla leggera corazza portata, in antico, dai fanti.
  3. Cortèggio: sost. m. E’ sinonimo di corteo; il termine indica un gruppo di persone che accompagna o circonda qualcuno per onorarlo.
  4. Coscrivere: v. trans. In generale il verbo vuol dire “inscrivere nei ruoli”. Al participio pass., “coscritto”, è indicativo del soldato appena chiamato alle armi.
  5. Cosmogonìa: sost. f. Il termine significa “origine del mondo” ed è, appunto, indicativo di quella teoria che si occupa dell’origine dell’universo.
  6. Cospètto: sost. m. E’ sinonimo di “presenza” e si usa nella locuzione “al cospetto di”.
  7. Costrutto: sost. m. 1) Nel suo primo significato, vuol dire “struttura sintattica di una frase”; 2) Più estensivamente, indica il senso sostanziale di un discorso; 3) Come agg. sta per “messo insieme, composto”; 4) In senso figurato, significa “utilità, vantaggio”.
  8. Costura: sost. f. E’ la cucitura grossa e rilevata che unisce due parti di una stoffa.
  9. Covile: sost. m. 1) Il termine indica la tana in cui dormono animali selvatici o domestici, cioè la cuccia o la stalla. 2) In senso figurato, è la casa, il letto o la camera da letto di grande povertà.
  10. Cràpula: sost. f. E’ l’atto di chi si rimpinza di cibo e bevande per ghiottoneria. Da qui deriva l’agg. “crapulone”.

  1. Crasso: agg. Significa “grasso, spesso”. Si usa quasi esclusivamente nelle locuzioni “ignoranza crassa” e “intestino crasso”.
  2. Crèmisi: agg. invariab. Di colore rosso vivo.
  3. Crinale: sost. m. E’ la successione delle vette di una catena montuosa, coincidente spesso con la linea spartiacque.
  4. Crinolino: sost. m. Il termine indica la stoffa di cotone ripiena di crine.
  5. Crìptico: agg. Vuol dire “enigmatico, oscuro, misterioso”.
  6. Criselefantino (o crisoelefantino): agg. Fatto d’oro e d’avorio.
  7. Crivellare: v. trans. 1) Il verbo sta a significare “passare attraverso un crivello, cioè un setaccio”; 2) In senso figurato, è comunemente usato nel senso di “bucare in più parti”, per lo più con colpi d’arma da fuoco.
  8. Crocchia: sost. f. E’ una treccia di capelli arrotolata dietro la nuca.
  9. Crocesègno: sost. m. Il termine è indicativo del segno a forma di croce tracciato a mano, in particolare quello con cui firmano gli analfabeti.
  10. Cròda: sost. f. E’ la parete rocciosa e molto


  1. Cròtta: sost. f. E’ una sorta di cetra di origine celtica che veniva suonata anche con l’archetto.
  2. Cubìa: sost. f. (Anche detto “occhio di prua”) Si tratta del foro praticato nella parte superiore della prua per far passare la catena dell’ancora.
  3. Cubicolàrio: sost. m. E’ termine con cui si usava indicare, in passato, il cameriere privato del Papa o di alti prelati.
  4. Culminare: (io culmino; aus. Essere) v. intr. 1) In origine, con riferimento agli astri, indica il passare sul meridiano di un luogo; 2) In senso figurato, significa “trovarsi nel punto più alto”, per es. di una carriera; 3) Usato come aggettivo, al participio presente “culminante”, vuol dire “più importante”, per es. “Il momento culminante della serata”.
  5. Cuòra: sost. f. 1) E’ lo strato di terreno molle, formato da residui di vegetazione palustre, rami secchi e sim., che galleggia nelle paludi; 2) Strato erboso che galleggia sui laghi.
  6. Curialèsco: agg. Il termine è usato, di solito, con valore spregiativo e significa “cavilloso, pedante, avvocatesco e ampolloso insieme”.
  7. Cursòrio: agg. E’ usato raramente e sta per “eseguito” o che si può fare di corsa, in fretta. Per es. “Una correzione non cursoria delle bozze”.
  8. Curtènse: agg. Relativo alle corti medievali. Il “sistema curtense” era il sistema economico-giuridico delle corti feudali, in cui il ciclo della produzione e dello scambio avveniva tutto al suo interno.
  9. Curule: agg. Si parla di “sella curule”, che è la sedia pieghevole su cui sedevano alcuni magistrati romani.
  10. Cùspide: sost. f. 1) Indica l’estremità appuntita della spada; 2) Coronamento di forma triangolare di un edificio, tipico dell’arte gotica, che si caratterizza per l’accentuazione delle linee verticali dell’edificio (guglie, campanili, finestre ecc.); 3) In senso esteso, elemento naturale appuntito. Per es. “le cuspidi di alcune montagne dolomitiche”.


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