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“Tutti gli esseri umani, senza distinzione alcuna di sesso, razza, nazionalità e religione, sono titolari di diritti fondamentali riconosciuti da leggi internazionali. Ciò ha portato all’affermazione di un nuovo concetto di cittadinanza, che non è più soltanto anagrafica, o nazionale, ma che diventa planetaria e quindi universale”. Questa è una delle tracce assegnate, quest’anno, agli studenti che hanno sostenuto la prova scritta, di italiano, agli esami di Stato. Questo argomento, a nostro parere, è uno dei più importanti mai trattati nel corso della tradizione scolastica, in quanto è di estrema attualità oltre che di notevole pregnanza etico morale. Sarebbe stato utile fornire agli studenti anche la definizione di diritti umani, per rendergli più agevole il percorso di orientamento in un settore così ampio e dispersivo, a volte, trattato con estrema superficialità! Per diritti umani si intendono, infatti, tutti quei diritti connessi alla natura stessa della persona umana; essi rinviano al concetto di identità universale dell’uomo secondo cui la persona umana ha gli stessi diritti ed aspira alle stesse libertà quali che siano la razza, l’etnia, il sesso, le opinioni, la nazionalità. Benché, in linea di principio i diritti umani debbano essere considerati indivisibili la distinzione più utile nella quale ci si può avventurare, senza tema di essere smentiti, è la seguente…. PER CONTINUARE LA LETTURA, CLICCARE SUL TITOLO



Diritti individuali da un lato, e diritti collettivi dall’altro! Quelli individuali, sono i diritti che si riferiscono direttamente alla persona umana, e sono stati i primi ad essere rivendicati, e consistono, in poche parole, in diritti di ordine personale e civile, nella prima categoria possiamo annoverare il diritto alla vita, alla libertà, alla dignità umana all’uguaglianza di fronte alla legge, diritto a ricorrere ai tribunali interni , mentre alla seconda categoria appartengono quelli che si riferiscono all’individuo in quanto parte di un gruppo, e, la loro affermazione, ha avuto un particolare impulso a partire dalla comparsa, sulla scena internazionale , dei Paesi in via di sviluppo, sebbene, il riconoscimento di alcuni tra essi sia avvenuto in tempi precedenti alla nascita stessa del diritto umanitario. A livello mondiale, il movimento a favore dei diritti umani, di cui l’associazione Neutrergon ONLUS, proprietaria di questo giornale, ne è umile “costola”, ha ricevuto una notevole spinta dall’attività incessante delle organizzazioni internazionali, regionali e universali. Una delle massime espressioni di questo movimento è rappresentato dall’O.N.U. che ha adottato, sin dal lontano 1948, il testo base in materia di tutela dei diritti umani che è rappresentato dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Negli anni successivi hanno trovato concretizzazione, (ma, a parer nostro, una mancanza di applicazione ) Il Patto sui diritti civili e politici e, successivamente ma non di minore importanza, il Patto sui diritti economici, sociali e culturali , la Convenzione contro la tortura ed altri trattamenti o punizioni crudeli inumane o degradanti e, la Convenzione sui diritti del fanciullo. I Patti e le Convenzioni riportate sin qui, per dirla con il Van Rhote, rappresentano l’evoluzione del mondo civile, culminata nell’approvazione dello Statuto della corte penale internazionale. A riprova della complessità dell’argomento trattato riportiamo anche tre convenzioni stipulate a livello regionale che riguardano l’importanza della tutela dei diritti umani, e , cioè Convenzione Europea dei diritti dell’uomo, Convenzione americana sui diritti dell’uomo e la Carta africana dei diritti dell’uomo . A questo punto, ci sembra opportuno spigare il contenuto dei termini convenzione e Patto utilizzati in precedenza: questi, altro non sono, che accordi attraverso i quali, gli Stati aderenti, assumono determinati obblighi e riconoscono determinati diritti. Abbiamo voluto dilungarci, forse sconfinando nel mero nozionismo che, peraltro non ci appartiene, perché riteniamo che affrontare argomenti così delicati, necessiti di conoscenze che debbono essere, necessariamente impartite da coloro i quali ne chiedono una trattazione perché è, a parer nostro, troppo riduttivo assegnare una traccia per lo svolgimento di un compito, affidandosi esclusivamente, agli accadimenti storici o a quanto appreso dai mass-media. Infatti per capire quali violazioni siano state rivendicate dagli ugandesi, o dai ceceni così come dagli sloveni e dai croati in tempi non troppo lontani e dai palestinesi oggi, bisognerebbe spiegare i profondi contenuti etico- morali e politici di determinati conflitti e rivendicazioni! Non può e non deve bastare assistere alla scena di un carro armato israeliano che si muove nella spettrale Ramhalla in Cis-Giordania, così come non può bastare quanto appreso dai giornali in merito alla presenza dei militari dell’O.N.U.in particolari zone della ex Yugoslavia, il cui scopo è quello di garantire la pace e garantire il rispetto dei diritti umani….bisogna capirne il perché, e, questo lo si può fare solo conoscendo il significato del termine diritti umani, e il contenuto di quegli accordi internazionali che obbligano al rispetto degli stessi che, peraltro vengono sistematicamente violati in varie zone del mondo…bisogna conoscere gli sforzi intrapresi dalla comunità internazionale per soddisfare quell’esigenza di tutela dei diritti umani e non solo, proprio alla luce di quanto ci ha insegnato la storia, troppo spesso testimone di atroci violazioni dei diritti umani sfociate in assurde persecuzioni, come è stato per il popolo ebreo da parte dei nazisti. Solo queste conoscenze, anche se non approfondite, possono farci capire, pienamente, il senso dell’appartenenza alla cittadinanza planetaria che supera il concetto di nazionalismo, a cui, la storia e chi l’ha scritta con i rossi caratteri del sangue, si è abbeverato. Questi pensieri sono rivolti, soprattutto a quei docenti che hanno rimproverato i maturandi di essersi allontanati dal senso contenuto dalla traccia imposta dal Ministero, a quegli stessi docenti noi chiediamo quanti spunti di riflessione, quante conoscenze sull’argomento hanno fornito perché ci si potesse muovere con sicurezza dentro un argomento così complesso e ricco di contenuti che spiegano gli orientamenti del mondo dopo 21 secoli di storia…la risposta ce la fornisce il grande Socrate, che continua a dimostrare la sua inossidabile attualità a duemila anni dalla sua morte:” Chi ha la severità di giudicare gli altri ha la criticità necessaria per giudicare se stesso?” Riflettere, ogni tanto, non guasta e, allora….BUONE RIFLESSIONI A TUTTI

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