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“Se offri del cibo a chi ha fame, lo nutrirai per un giorno, se gli insegni a procurarselo, si rifocillerà a vita”. In questo pulviscolo di ore che ci separa dall’anno che verrà, in questa Società opulenta e avara, viviamo di speranze e di ciò che resta di quel fondo di barile “grattato” nei favolosi anni ottanta dai tanti “piccoli” capitani coraggiosi che hanno operato scorribande in ogni settore (allora) produttivo. Capitalisti, imprenditori, finanzieri e politici, hanno realizzato il gioco di prestigio più difficile dal miracolo economico in avanti: quello di trasformare l’Italia da reginetta del “G 8” a cenerentola del Club dei New Competitors, dietro a Corea e Cina Popolare! “Chi vuol muovere il mondo, muova prima se stesso”. La paura di chi comanda, infatti, frena innovazione e sviluppo: ecco perché un Paolo Fresco qualsiasi, possa calare su di noi, ottenebrando un’azienda decotta (da anni di scellerata gestione), con l’intento di servirla come spezzatino ai padroni d’oltreoceano…gli stessi che hanno preteso lo smantellamento dei laboratori di ricerca avanzata dell’ENEA e che ci hanno impedito l’utilizzo delle “nostre” risorse energetiche. Anche se gli uomini, in genere, non imparano molto dalla storia, la morte di Enrico Mattei, avrà pur voluto significare qualcosa! L’ala nobile del capitalismo italiano (caratterizzata da “pupari” e “gattopardi”) si è inchinata al business for business dei nuovi condottieri (che intendono l’alta finanza come “arte di passare denaro da una mano all’altra finch?, alla fine, sparisce”), i quali ascoltano già lo scricchiolio di un sistema parcellizzato su disvalori entropici.. PER CONTINUARE LA LETTURA, CLICCARE SUL TITOLO.



 

 


“Se offri del cibo a chi ha fame, lo nutrirai per un giorno, se gli insegni a procurarselo, si rifocillerà a vita”. In questo pulviscolo di ore che ci separa dall’anno che verrà, in questa Società opulenta e avara, viviamo di speranze e di ciò che resta di quel fondo di barile “grattato” nei favolosi anni ottanta dai tanti “piccoli” capitani coraggiosi che hanno operato scorribande in ogni settore (allora) produttivo. Capitalisti, imprenditori, finanzieri e politici, hanno realizzato il gioco di prestigio più difficile dal miracolo economico in avanti: quello di trasformare l’Italia da reginetta del “G 8” a cenerentola del Club dei New Competitors, dietro a Corea e Cina Popolare! “Chi vuol muovere il mondo, muova prima se stesso”. La paura di chi comanda, infatti, frena innovazione e sviluppo: ecco perché un Paolo Fresco qualsiasi, possa calare su di noi, ottenebrando un’azienda decotta (da anni di scellerata gestione), con l’intento di servirla come spezzatino ai padroni d’oltreoceano…gli stessi che hanno preteso lo smantellamento dei laboratori di ricerca avanzata dell’ENEA e che ci hanno impedito l’utilizzo delle “nostre” risorse energetiche. Anche se gli uomini, in genere, non imparano molto dalla storia, la morte di Enrico Mattei, avrà pur voluto significare qualcosa! L’ala nobile del capitalismo italiano (caratterizzata da “pupari” e “gattopardi”) si è inchinata al business for business dei nuovi condottieri (che intendono l’alta finanza come “arte di passare denaro da una mano all’altra finché, alla fine, sparisce”), i quali ascoltano già lo scricchiolio di un sistema parcellizzato su disvalori entropici: Cragnotti, e Tronchetti Provera, fra gli altri, stanno provando quel retrogusto amaro tipico di chi ormeggia la barca sul viale del tramonto, dove il sole tocca il mare…prima che faccia notte! C’è chi pianta un albero, perché un domani qualcuno vi si potrà riparare dal sole, c’è chi vede brillare le stelle perché crede ancora in qualcosa, c’è chi riesce a creare occasioni utili più di quante se ne possano “incontrare”… e c’è, purtroppo, chi farebbe meglio a tacere (come suggeriva Abramo Lincoln) passando per idiota piuttosto che parlare e dissipare ogni dubbio! Quanto sarebbe bello se i nostri “cari” parlamentari capissero… quando è il momento di lasciar perdere! “La vita più è vuota e più pesa”: andatelo a spiegare ai disoccupati di Arese e di Termini Imerese, vi risponderanno che, se a volte, basta un attimo per scordare una vita, a loro non basterà una vita per dimenticare l’attimo in cui sono stati dichiarati inutili zavorre, da sostenere con gli ammortizzatori sociali! Cari padroni del vapore, voi che siete convinti che il mondo si divida in falchi e colombe e vi sedete sempre dalla parte dei carnivori, “siate gentili con le persone che incontrate salendo, perché tornerete ad incontrarle scendendo”!


 

 

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