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Chi dà, Chi promette, e…Chi tace


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Credo che in nessuna altra nazione al mondo, un popolo sia continuamente sollecitato a sborsare oboli, sussidi, elemosine, contribuzioni – sempre all’insegna della volontarietà (si fa per dire!) – per come succede in Italia.

Non perché dispiaccia aiutare chi subisce gli avversi tracolli degli eventi naturali- ai quali, alcune volte, si aggiunge anche la ferocia umana -ma, oltre al popolo minuto ed indistinto, e delle cui cospicue donazioni non si ha quasi mai il rendiconto effettivo, chi altri partecipa a queste crociate di solidarietà?

Per esempio, si hanno notizie delle elargizioni di casa Agnelli?

E quanto ha offerto, per l’ultimo terremoto, il magnate Tronchetti -Provera, o il petroliere Moratti?

E l’A.B.I. ha pubblicizzato un proprio assegno circolare per gli abbrustoliti abitanti etnei?

E i signori Ministri, gli egregi Deputati, i saggi Senatori (appena tre giorni or sono, con i lucciconi agli occhi per le parole di fiera rampogna del Papa) hanno organizzato una loro colletta, rinunciando ad una diaria parlamentare, per i disperati di Termini Imerese, almeno per temperare la tragicità del prossimo Natale?

E gli attori, le attrici, i vari conduttori e conduttrici televisivi hanno svuotato almeno i loro damascati portamonete?

Cari alluvionati, cari senza tetto, cari terremotati, disperati sofferenti nel corpo e nello spirito, non dovete ringraziare l’anonimo cittadino, quello che offre con pudicizia e con volto amico e sincero; dovete pretendere, con urla che giungano fin nelle ovattate stanze del “potere”, dai cosiddetti comitati organizzatori di collette di beneficenza, non solo il rendiconto al centesimo di quanto hanno raccolto, ma anche esigere l’inclusione di vostri rappresentanti, capaci ed oculati, nei cosiddetti gruppi di gestione: se non altro, per non incorrere in quel miserando spettacolo di rapina e saccheggio offertoci dalla missione “Arcobaleno”.



Giuseppe Chiaia ( preside).