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Queste riflessioni per “aprire gli occhi” sul mondo della comunicazione pubblicitaria e sui suoi sotterranei movimenti

E’ notorio che la comunicazione più usata fra le persone sia quella verbale; ma il linguaggio, nella sua accezione più ampia, assume differenziazioni molto vaste, a seconda del tipo di messaggio che si intende attivare. E così, oltre a quello verbale, esistono numerosi ed importanti altri codici d’informazione come, ad esempio, quelli relativi alla simbologia del gesto o della mimica; oppure, come quelli musicali, artistici, fonici, cromatici; ed altri ancora, come quelli criptati, tanto in uso nelle forme di spionaggio militare o industriale, senza tralasciare quello informatico e numerico. Esiste anche il linguaggio animale, le cui tonalità e modulazioni rappresentano una vera e propria comunicazione percepibile e comprensibile tra gli appartenenti alla medesima razza.

E’ grazie alla scienza ed alle conseguenti applicazioni tecnologiche, in continua accelerazione, se si sono quasi annullate le distanze temporali e spaziali, per cui la comunicazione tra soggetti situati agli antipodi del globo avviene, ormai, in tempo reale; e ciò, grazie a quella fitta ragnatela satellitare che intesse di sé il cielo che ci sovrasta.-

Se tutto ciò ha annullato frontiere e distanze oceaniche, se ha reso ultradinamici rapporti culturali, politici, economici, tuttavia l’uso della comunicazione viene utilizzato anche per interessi particolari, attraverso la connotazione dei singoli e delle masse, per acquisire consensi di varia natura, i cui messaggi incidono sulla psiche , per evitare il filtro della ragione da parte dei destinatari.-

Se si prendono in esame le finalità di molti messaggi pubblicitari, trasmessi per televisione, l’aspetto primario che essi esprimono riguarda la diffusione di miriadi di prodotti commerciali; e ciò costituisce, di per sé , una necessità economica, affinché il risultato pratico della diffusione dei prodotti realizzi ritorni vantaggiosi per le aziende produttrici. Perché i beni ed i servizi, che vengono proposti, suscitino un sempre più vasto interesse, teso ad accrescere la domanda della potenziale clientela, si è ricorso al mezzo più efficace, gli spots televisivi, capaci, ormai di determinare, incanalare le nostre scelte sociali, politiche e, soprattutto, economiche, con tecniche che, aggirando la soglia della razionalità, vanno ad insinuarsi a livello inconscio ed a risvegliare bisogni istintivi e primordiali .-

Vari sono i modi ed i mezzi di penetrazione sub-liminale ; un esempio di ciò fu sperimentato da un gruppo di studenti e ricercatori americani della facoltà di psicologia dell’Università di HARWARD, nel lontano 1962, al fine di dimostrare come sia facile la connotazione di massa, a livello inconscio.-

L’esperimento consisteva nell’inserire, durante la proiezione di un film in una sala cinematografica, delle brevissime sequenze di fotogrammi che pubblicizzavano una bibita dissetante immaginaria. Queste sequenze, formate da 8 fotogrammi, la cui durata non superava i due secondi, mettevano in evidenza cubitale e cromatica la sola denominazione della bibita; per accentuare i risultati, fu scelta una serata calda ed umida. In tal modo veniva colpita la retina degli occhi degli spettatori che, come l’obiettivo di una macchina fotografica, registrava le brevissime sequenze, che si insinuavano nel loro inconscio, senza che la ragione avesse il tempo di valutarle ed analizzarle. Proprio di fronte alla sala cinematografica, un bar metteva in bella mostra la pubblicità luminosa di quella bibita, riprodotta nelle medesime identità cromatiche e raffigurative proposte durante la proiezione cinematografica; ebbene, il 78% degli spettatori, all’uscita, richiesero al barista la bibita che il loro subconscio aveva registrato.

Questo semplice ma significativo esperimento aveva dimostrato come fosse possibile manipolare, indirizzare e plagiare i comportamenti umani.

E’ pur vero che la normativa sulla pubblicità filmata ha vietato sequenze singole la cui durata e lunghezza sia inferiore ai 16 fotogrammi, e ciò, a tutela dei consumatori.

Ma le grandi agenzie pubblicitarie hanno escogitato nuovi e più accattivanti mezzi per superare i limiti normativi, ricorrendo a tecniche di psicologia dinamica, grazie alle quali è possibile, sia a livello cosciente che inconscio, determinare scelte appaganti nei destinatari dei messaggi. Bisognerebbe che qualcuno ci spieghi perché la proposizione di molti prodotti di consumo si avvale di un contorno erotico rappresentato da donne bellissime e seminude (altro che emancipazione della donna!), o di momenti di vita familiare nei quali il prodotto commerciale diventa la migliore occasione per un gratificante rapporto di coppia, spesso, ancor più consolidato dalla presenza dei bambini; e che dire della pubblicizzazione di prodotti medicinali, di creme di bellezza, di ricostituenti che farebbero impallidire l’elisir di Dulcamara, le cui proprietà terapeutiche sono illustrate dal solito personaggio in camice bianco, munito di occhiali professionali; tranne, poi, a sottolineare i prodotti in questione con una didascalia, minutamente illegibile, che viene letta, però, da una voce fuori campo, con un ritmo di pronuncia talmente veloce, da rendere incomprensibile l’avviso, al fine di non intaccare la decantata validità del prodotto.

Questo mastodontico supporto propagandistico si serve di personale altamente qualificato in psicoanalisi delle masse, di tecnici del colore, del suono e della fotografia, di esperti linguistici, capaci di elaborare “slogans” accattivanti .-

Quello che pochi sanno è la conoscenza concettuale della psicoanalisi.-

Questa scienza sperimentale studia i meandri dell’istinto umano ed animale, della sua irrazionalità che FREUD individuò in quella zona cieca della psiche, costituita dall’ID o ES.

Queste zone difficilmente esplorabili della psichicità non hanno un rapporto diretto con la realtà, ma solo con la struttura ormonale del corpo, per cui stimolano la pulsione soddisfattiva ed immediata di piaceri smodati che rimangono, spesso e per fortuna, inappagati, grazie alla funzione coscienziale dell’ EGO, che ci consente di valutare la realtà e si contrappone alle pulsioni irrazionali dell’ ID.

Quando, però, l’ID riesce a sottomettere l’EGO, si accresce quel comportamento maniacale, quella megalomania che il filosofo Nietzsche chiamò super-ego che fu ed è caratteristica dei dittatori e dei tiranni.

La cupidigia del denaro, l’ebbrezza della velocità, la sensualità più sfrenata sono, tutte, tragiche e chiare manifestazioni di un super-ego che genera l’omicidio, il parricidio, le stragi del sabato sera, le violenze sessuali più aberranti.

E tutto ciò nasce, spesso, dalla proposizione di modelli e comportamenti di vita che si originano dall’ozio e dall’accidia, inutilmente, ma sempre mortalmente, temperati dalle droghe.

Uno Stato, un popolo possono considerarsi propositivi e propugnatori di civiltà se si hanno a cuore e si tutelano tre grandi istituzioni: la Scuola, i Tribunali e il Parlamento; la prima deve incentivare e sviluppare la razionalità della gioventù studiosa; i secondi devono mantenere e consolidare la pace e l’ordine sociale; il terzo deve essere espressione di libertà e produttore di saggezza legislativa.

Solo in questi termini il cittadino avrà fiducia in se stesso, accrescerà la propria autostima e la consapevolezza del proprio agire.

Possiamo benissimo vivere dignitosamente e svolgere la nostra quotidianità se la nostra razionalità ci consente di irridere alle costose cure callisteniche per il nostro corpo ( è molto più salutare qualche esercizio fisico mattutino), all’inutile sfoggio di potenza dei cavalli vapori di una Ferrari ( e più comodo, sicuro e veloce un aereo di linea nazionale) all’esotica e dispendiosa vacanza alle Maldive ( alla nostra bella Italia non mancano lidi, paesaggi, arte e storia, di gran lunga superiori alla gran parte del mondo ).-

Allorché assistiamo ad uno spettacolo televisivo ( il più delle volte scialbo e vuoto di contenuti culturali ed educativi), non lasciamoci irretire dalle lusinghe e dalle irrealtà di alcuni spots; e, se proprio non ce la si fa, basta uno “zapping ” del telecomando per riacquistare la nostra libertà di giudizio.

Giuseppe Chiaia (Preside)

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