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Il bimbo che eri… l’uomo che diventerai: ma oggi, chi sei?

Questo è il racconto di un giorno, ieri, (quando scrivo è il giorno dopo la visione del film) vissuto attraverso 35 anni di ricordi, con la prospettiva di vivere molto, ma molto a lungo.

Dai! Salite a bordo, il viaggio sta per cominciare….

Mancano poche ore all’inizio del film, dello spettacolo,

e quest’attesa mi eccita. Provo sensazioni intense, emozioni che da tempo non avvertivo, ma che da sempre sono in me.

Voglio assecondarle;

mi prende;

mi sento pulito;

solo.

Nessuno sa chi sono, ma lo so io: e questo mi basta; e questo mi piace.

Oggi, rispetto ai tempi in cui leggevo i fumetti dell’Uomo Ragno, ho una marcia in più ed allora – mi dico – usala…

Inizio a pensare e ad analizzare quali sono queste emozioni e che rapporto hanno con la realtà, e cominciano i ricordi, quelli di quando ho incontrato il mio eroe preferito, l’Uomo Ragno, leggendo le sue avventure, di quando contavo i giorni della settimana che mancavano all’uscita del nuovo giornaletto: c’era la continuazione di una storia o l’inizio di una nuova, e tutto il mondo che vivevo dentro di me, era il rifugio ideale, era il mio spazio vitale, dove nessuno poteva entrare, dove nessuno poteva farmi soffrire, dove nessuno era nessuno…, c’ero solo io, e solo io sapevo chi invitare;

ne assaporo ancora la gradevolezza di quei momenti.

Ma quando la storia terminava, dopo i ricordi, e l’altalena delle emozioni,

io dovevo tornare alla realtà, alle mie difficoltà, e mi chiedevo se mai un giorno anch’io sarei stato…punto da un ragno radioattivo, così anch’io sarei potuto diventare lo stupefacente Uomo Ragno…ancora ricordo gli esperimenti che facevo con i ragni che trovavo, quante volte me li sono posti sul dorso della mano e ho loro chiesto, pregato!, di mordermi…ma niente, io restavo sempre io, e non diventavo altro…soprattutto non mi tramutavo nell’Uomo Ragno, che delusione…

Ma non mi abbattevo.

E facendo tesoro del fatto che Peter Parker, alias l’Uomo Ragno,

aveva frequenti dialoghi con se stesso, che lo aiutavano ad adattarsi ed a comprendere meglio gli avvenimenti reali, e le sue difficoltà derivanti dal suo doppio ruolo di super-eroe e di essere umano, anche io mi parlavo, e mi convincevo di essere incompreso, ma di avere tanto da dare, e che un giorno avrei saputo trovare il modo di potermi esprimere, ma mi dovevo preparare, e questo mi destabilizzava :

prepararmi per che cosa?

Torno al presente, a questo momento, esco dal mio mondo interno,

dai miei ricordi, e mi riconosco, oggi ho 35 anni, molto tempo è trascorso da quando leggevo l’Uomo Ragno, eppure oggi sto per entrare nel cinema dove vedrò il mio eroe in una nuova avventura.Il cinema, un luogo dove si crea un’atmosfera ideale per sognare,

per ricordare, per lasciarsi andare alle emozioni, ai sentimenti…

Quasi sento di tornare indietro nel tempo, nello stesso momento in cui parcheggio l’auto, tutto sembra scorrere più lentamente, sono le 17,30, “sta per iniziare lo spettacolo!”, questo è l’unico pensiero che mi gira in mente, ma non è solo questo, vuol dire che non riesco più a controllarel’irresistibile voglia che ho di tuffarmi nelle emozioni del mio passato che sono ormai come onde nel mare della mia personalità.

Un addetto all’ingresso del cinema mi dischiude con deferenza e contemporaneamente con soddisfazione la tenda che introduce alla sala…quasi fosse un mago che mi volesse mostrare un altro mondo, e quel mondo mi è familiare.

Entro, ad ogni passo in avanti verso la sala, verso le poltrone, torno indietro nel tempo, è davvero tanta l’emozione.

Comincia il film, comincia il viaggio virtuale nel mio passato,

sono il bimbo e l’adolescente che ero e penso all’uomo che sarei diventato, e mi ritorna in mente la frase che Spiderman ripete a se stesso, sempre: “da un grande potere derivano grandi responsabilità”.

Mentre il film prosegue, incalzante, bellissimo, io sono rapito da tutto ciò,mi ritrovo a battere le mani ed ad ululare insieme a tutti i bambini presenti in sala: io ero uno di loro…E VAI!

Il ritmo frenetico delle scene d’azione risulta più lento di una moviola rispetto ai miei elaborati, tanto da permettermi di seguire, contemporaneamente, le une e gli altri, senza fatica : ad un tratto qualcosa di molto potente si intromette nella mia mente nei miei pensieri: il contatto con la realtà.

Ed ora mi chiedo: “chi sono oggi?”E, come l’Uomo Ragno, cerco verifiche:

inizio a valutare il dato che l’Uomo Ragno, in definitiva, quando non era nei panni di super eroe, faceva i conti con le difficoltà di tutti gli esseri umani di questo momento storico, che vivono in questa società: conseguire un’istruzione, trovare un lavoro, pagare le bollette, cercare di interessare la propria partner, trovare delle amicizie e saperle coltivare, insomma come tutti noi, e non ne faceva mistero delle sue difficoltà.

Oggi, mi sono accorto che questa sua umanità lo rendeva e lo rende speciale

ai miei occhi, era ed è questo l’aspetto che più mi intrigava e mi intriga: il fatto, cioè, di essere un super eroe, e di doversi, comunque, inventare fotografo “free lance” per il quotidiano di J.J.Jameson, il Daily Bugle, per sbarcare il lunario.

Allora inizio a pensare oggi, che anche io sono come l’Uomo ragno,

ma non perché ho perso il contatto con la realtà, o perché un ragno mi ha morso…no.

Anche io sono come l’Uomo Ragno perché, come lui, io ho scoperto che gli Esseri Umani sono dotati di tali e tanti poteri che bisogna imparare a riconoscere, poi a sviluppare ed infine ad usare: sono i poteri della nostra psiche, della nostra mente, del nostro corpo, sono le nostre qualità interiori, quelle che ci permettono di vivere degnamente la vita.

Io ho cominciato a sviluppare i miei poteri interiori, perché poi vorrò usarli per vivere ancora meglio : non è facile, ma di sicuro è utile.

Il film sta per terminare e Peter Parker dopo che, nei panni di Spiderman, ha sconfitto il suo nemico Goblin, ha salvato una fetta di umanità,

da essere umano, diventato più sicuro di sé, ma non ancora maturo, non riesce a contraccambiare la dichiarazione d’amore che Mary Jane Watson, colei che ama da sempre, finalmente gli esprime: questo perché ha difficoltà di adattamento alla realtà. Ed oggi, qui, in questo momento mi dico che io sono migliore di lui, ma senza competizione poiché riguarda sempre e solo me, quello che ero un tempo;

sono migliore perché non devo nascondermi dietro una maschera per essere me stesso,perché accetto i miei limiti con tranquillità,

perché riesco a dire alla mia compagna, senza paura, Ti Amo,

e perché svolgendo io una professione dove è necessario essere un difensore (forse in questo l’Uomo Ragno ha esercitato un certo influsso…) – sono, infatti, un avvocato penalista – riesco ad essere utile alla società in cui vivo, e dalla quale traggo molti vantaggi:

tutto questo l’ho raggiunto, sino ad ora, senza nessun…morso di ragno radioattivo, ma impegnandomi a maturare e migliorare sempre di più.

La strada è lunga,

sono solo all’inizio,

ma sono contento di appartenere alla razza degli Esseri Umani, perché, a certe condizioni, sono molto di più di super eroi.

Un saluto dal vostro affezionatissimo Francesco Chiaia.

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