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Una ricorrenza da rispettare e vivere con letizia…senza esagerare! Fa parte della vita di tanti che, in questo periodo di festività, celebrano l’esaltazione della bontà all’insegna dell’umiltà, nel nome di un Cristo, in cui molti si riconoscono e troppi si identificano senza, però, professarne i principali insegnamenti: carità, umiltà… Ci si sente più disponibili a dispensare regali, dolci e paganità di vario genere (necessari per la crescita del Prodotto Interno Lordo ). Si mette in atto uno scambio di reciproche attenzioni addirittura in eccesso. Si viene coinvolti in riti e propiziazioni augurali che culminano in “febbre di santità”. Stiamo attenti, però, ad evitare di inebriarci troppo di quella santità che non ci appartiene. Siamo esseri umani e la differenza diviene evidente attraverso il nostro quotidiano operato: ricordiamoci della “resurrezione” anche quando la sua commemorazione non è. Ognuno di noi dovrebbe rivedersi in quel Lazzaro risvegliato da un uomo giusto e realizzare, nella libertà, tutto quello che può esprimere, non quello che gli altri credono che si debba fare.

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