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IL REGOLAMENTO CONDOMINIALE NON PUò ESSERE IMPOSTO DAL VENDITORE – COSTRUTTORE, INCARICATO DI PREDISPORLO, AI SINGOLI ACQUIRENTI DEGLI IMMOBILI COMPRESI NELL’EDIFICIO.


 

 

 


Il regolamento di condominio, obbligatorio quando i condomini siano più di dieci, è una sorta di statuto avente la funzione di disciplinare la vita e l’attività dello stesso con un insieme di norme vincolanti per tutti i condomini.



Spesso è il venditore – costruttore dell’edificio che predispone il regolamento.



Esso diventa vincolante per i vari condomini soltanto se, questi ultimi, nel contratto d’acquisto, facendo esplicito riferimento al regolamento, dichiarano di accettarne il contenuto.

La questione è particolarmente importante perché siffatto regolamento, definito contrattuale proprio perché la sua efficacia deriva dalla volontà delle parti, può contenere norme che incidono sull’utilizzabilità e la destinazione delle parti dell’edificio di proprietà comune ed esclusiva (ad es. divieti e limitazioni di destinazione delle unità immobiliari), le quali, restringendo facoltà normalmente spettanti al proprietario, per essere valide, devono essere accettate in forma chiara ed univoca dai singoli acquirenti. (v. Cass. 80/1303; 83/1634; 86/7515; 90/7654; 94/4632; 95/1560).

 

Inoltre, non di rado, l’incarico di elaborare il regolamento viene conferito al venditore col contratto preliminare di vendita. In questi casi a quest’ultimo

NON È CONSENTITO REDIGERE UN QUALSIASI REGOLAMENTO


e, soprattutto, di inserirvi, a suo arbitrio, clausole limitative dell’estensione dei poteri e delle facoltà che, normalmente, caratterizzano il diritto di proprietà dei singoli condomini.

 

Quindi, il semplice incarico al venditore – costruttore di predisporre il regolamento condominiale non può valere come approvazione di un regolamento di cui non si conosce il contenuto perché, allo stato, inesistente. Invero l’obbligo di rispettare il predetto regolamento nasce, per l’acquirente, solo se, il regolamento già esistente, sia espressamente richiamato ed accettato nel contratto di compravendita. Pertanto, il regolamento predisposto dal venditore, OBBLIGA, purché richiamato ed accettato nei singoli atti d’acquisto, solo i condomini che acquistano successivamente alla redazione dello stesso, ma non coloro che abbiano acquistato prima, neppure se questi ultimi si siano impegnati a rispettare un regolamento da redigersi in futuro, a meno che essi non prestino adesione al regolamento dopo la sua redazione (v. Cass. 2000/856).




Questi regolamenti hanno efficacia nei confronti di chi acquista non dal venditore – costruttore, ma dai primi condomini ?


Il problema si pone per le norme che pongono limitazioni alle proprietà comuni o esclusive ed è risolto dalla giurisprudenza nel senso che il regolamento, se sia stato accettato dagli iniziali acquirenti e sia stato trascritto nei registri immobiliari, ha efficacia nei confronti di tutti i successivi acquirenti sia per le norme che regolano l’uso dei servizi e delle parti comuni sia per quelle che restringono i poteri dei singoli condomini sulle loro proprietà esclusive o su quelle comuni (v.Cass.86/7515; 92/49).


 

 

Erminia Acri

(Avvocato)

 

Adattamento del testo

Stefania Labate

 

PAROLE CHIAVE (per i motori di ricerca): Regolamento condominiale

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