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La figura professionale del Counselor nasce negli anni trenta negli Stati Uniti per rispondere alle esigenze di coloro che, pur non avendo seguito studi specifici miranti alla formazione di approfondite competenze psicologiche, si trovino a svolgere un lavoro che richiede una buona conoscenza della personalità umana, o vogliono rendersi utili nel collaborare (in concertazione con figure specialistiche) al raggiungimento della realizzazione personale e professionale di chi si trova insoddisfatto della propria condizione o manifesta difficoltà nei rapporti interpersonali. Una nuova professione, il Counselor, fatta apposta per chi, pur non laureato in psicologia o in medicina, vuole imparare a gestire i rapporti umani soprattutto, ma non solo, in situazioni di crisi. In sostanza, il Counselor può essere definito come una figura professionale capace di sostenere in modo adeguato una relazione con un interlocutore che manifesta temi conflittuali personali non particolarmente complessi (anche se emotivamente significativi), senza interferire, ovviamente, col ruolo e le competenze dello psicoterapeuta o dello psichiatra.

Chi sono oggi i Counselor?

Tutti coloro che sono interessati alla relazione d'aiuto; quindi psicologi, medici, pedagogisti, insegnanti, educatori, formatori, animatori, infermieri, formatori del personale, consulenti e tutti coloro che sono in contatto con il pubblico. Il Counselor non è un teorico, non punta a curare in generale, ma a risolvere un problema specifico, discutendone con competenza e umanità con il Cliente. I Counselor hanno Clienti, non Pazienti, (e non è solo una questione di termini). Ha a che fare con l'area del conflitto, delle confusioni, dell'ambivalenza, del turbamento emotivo in seguito a stress più o meno violenti, nei vari ambiti di vita (familiare, lavorativo, scolastico, ecc,) in persone ben integrate ed adattate.
Il Counselor è esperto in:
accoglienza, problem-solving, decisionalità, orientamento .
Il
Counselor
quindi, avendo seguito un corso di studi almeno triennale ed in possesso, pertanto, di un diploma rilasciato da specifiche scuole di formazione, è in grado di favorire la soluzione di disagi esistenziali di origine psichica che non comportino tuttavia una ristrutturazione profonda della personalità. L'intervento dicounseling può essere definito come “mediazione” in grado di offrire un orientamento o un sostegno a singoli individui o a gruppi, favorendo lo sviluppo e l'utilizzazione delle risorse umane.

Il Modello di Counselor secondo Neverland Scarl

Un vero e proprio imprenditore della personalità, in grado di analizzare i bisogni emergenti di singoli e gruppi (soprattutto nelle zone “a rischio”) e affrontarli impostando un programma operativo che tenga conto dei seguenti cardini:

Profilo della personalità e individuazione attitudini prevalenti;

Impostazione di un obiettivo di realizzazione;

Elaborazione di un piano di fattibilità (analisi di mercato, captazione risorse, formazione personale specifica e adeguata, etc.)

Assistenza fino al raggiungimento dell’obiettivo;

Eventuale rapporto di consulenza successiva.

OBIETTIVI

Sviluppare le proprie conoscenze sul comportamento umano ed utilizzarle per promuovere il benessere dell’individuo, del gruppo e della comunità.

Acquisire competenze concrete ed operative per offrire appoggio, orientamento e supporto nei disagi interpersonali o di realizzazione sociale.

Migliorare le capacità di ascolto e di risposta

Operare negli ambiti professionali “sensibili” (a maggior impatto col sociale) per favorire la capacità delle persone a comprendere se stesse e gli altri ed a comportarsi in maniera consapevole, congrua ed efficace.

Acquisire competenze di base inerenti settori preventivi come quello relativo al decreto legislativo n.626/94 (miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori), delle normative antimobbing, etc.

BISOGNI DI CARATTERE PERSONALE- TERRITORIALE CUI RISPONDE L’INTERVENTO FORMATIVO

Individuo come protagonista del territorio attraverso percorsi di valorizzazione nel sociale al fine di consentire la massima espressione delle proprie aspirazioni, in ossequio al principio naturale in base al quale ognuno ha il diritto di vivere ed operare al meglio delle proprie possibilità.

AMBITI OPERATIVI IPOTIZZATI

Libera professione, nel privato o in collaborazione con centri di assistenza psicologica (ASL – Enti privati) finalizzata all’aiuto nelle difficoltà generiche di relazione interpersonale o specifiche (difficoltà relative allo studio, bisogno di realizzarsi mediante percorsi lavorativi qualificanti, necessità di orientamento negli studi consulenza per migliorare le proprie attività, etc.) attraverso un’accurata indagine comparata fra esigenze del territorio e attitudini sviluppate che abbia un’estrinsecazione operativa prevalentemente nei settori di maggiore richiesta lavorativa quali, per esempio:

Mondo dell’artigianato (attraverso, anche, la collaborazione di anziani esperti nel settore, per valorizzarne il patrimonio di esperienza, di conoscenza, di saggezza di vita, al fine di contrastare l’involuzione della mente e del corpo, nel periodo più delicato della propria esistenza);

Settore dell’imprenditoria (attraverso il coinvolgimento di figure professionali preparate a formare “quadri intermedi” in grado di gestire interessi propri e, nel contempo, ottenere risultati utili alla crescita dinamica dell’attività di gruppo; superando il vecchio schema del “vivere in subordine i risultati dei propri successi professionali”; questo nuovo concetto di imprenditoria consentirebbe l’adeguamento alla mentalità di aziende internazionali che annoverano fra i collaboratori, professionisti che, per cultura, sono abituati al gioco di squadra).

Osservazioni e Riflessioni

Prassi dell’impresa è quella di agire concretamente riducendo l'incertezza per il futuro. In tale ottica proviamo a sfatare alcuni luoghi comuni sulle risorse umane:

la guida del personale ( leadership ) NON è il solo elemento di successo dell'azienda;

la motivazione nel personale, da sola, NON basta per ottenere risultati eccellenti;

il gruppo che pensa e decide sempre come un solo uomo NON è efficace;

la formazione che dura un solo weekend NON sempre mantiene le promesse di applicabilità.

Gli individui sono il vero motore dell’azienda, ma non vanno trascurate le condizioni necessarie perchè possano operare efficacemente. L’efficacia si ottiene attraverso l’utilizzo di risorse adeguate, obiettivi stimolanti e raggiungibili, nonché accogliendo la diversità ed il conflitto, come valori capaci di creare ritorni economici. La comprensione del contesto in cui le persone lavorano è inoltre, fondamentale per avere delle risposte valide.

Il counselor pone quindi, grande rilievo nella fase iniziale dell’intervento, all’ascolto ed alla comprensione dei rapporti interpersonali attraverso l’applicazione di modelli organizzativi e relazionali capaci di evidenziare eventuali criticità.

Nella fase successiva il counselor professionale affianca l’imprenditore/trice nella ricerca delle soluzioni più adatte al proprio problema lavorativo emergente ( per esempio: migliorare la propria efficacia, combattere lo stress, gestire un gruppo, ridurre i conflitti con collaboratori, con familiari in azienda, ecc ).

Il metodo utilizzato dal professionista è quello pluralistico integrato, che unisce la capacità di ascolto e comprensione, con gli strumenti applicativi delle più moderne tecniche di problem solving. Per raggiungere tale risultato durante gli incontri, il counselor accompagna l’imprenditore/trice in un’esplorazione approfondita delle soluzioni possibili e delle risorse disponibili, aprendo, laddove necessario, nuove prospettive di lettura della problematica. Inoltre, la formazione del counselor lo abilita ad affiancare i diversi project leader nella gestione dei gruppi per facilitare il raggiungimento degli obiettivi

Le competenze del counselor professionale in azienda e in ufficio sono dunque:

capacità di ascolto attivo

gestione delle emozioni

chiarificazione dei concetti espressi

proposizione di punti di vista alternativi

capacità di comunicare assertivamente

capacità di gestire un gruppo

conoscenza delle organizzazioni

capacità di motivare gli altri e di stimolare la valorizzazione delle risorse inespresse

capacità di promuovere la formazione permanente e l’aggiornamento continuo delle competenze professionali individuali

Infine, il counselor si propone anche in veste di formatore su temi relativi alla comunicazione ed alla crescita professionale, individuando con l'utente le specifiche abilità da acquisire e ponendo particolare attenzione alla loro spendibilità in azienda.

TERMINI IN CUI, L’INTERVENTO PROPOSTO CONTRIBUISCE ALLA RISOLUZIONE DEI FABBISOGNI EMERSI

Fabbisogni emersi

Famiglia moderna in cui mancano figure di riferimento autorevoli;

Scuola (sempre più carica di compiti educativi) in difficoltà ad assolvere alla funzione formativa;

Disoccupazione / sottoccupazione;

Mobbing lavorativo;

Dispersione scolastica;

Carenza di opportunità alternative educative, ricreative e di socializzazione.

Tutto questo (e molto altro ancora), consente lo sviluppo di attività devianti per quanto riguarda i giovani e determina condizioni di pericolosa emarginazione ed abbandono nei confronti di molti in cerca di rioccupazione, diversificazione lavorativa, o anziani. La richiesta di creazione di figure specialistiche nel settore della Conoscenza - Sviluppo e Gestione delle Risorse Umane è giustificata dalla presenza di numerosi fattori allarmanti, presenti all’interno di zone “a rischio”, della geografia del nostro Paese:

  • marginalità socioeconomica;
  • deprivazione culturale;
  • diffuse situazioni di precarietà familiare;
  • modelli di riferimento psicologici, altamente negativi.

Questo nuovo, particolare profilo professionale si propone di affrontare le problematiche elencate, attivando delle strategie di prevenzione e attività operativa, indirizzate verso:

La prevenzione individuale con interventi mirati a consentire obiettivi di realizzazione e che risolvono comportamenti che possono evolvere in senso antisociale;

La prevenzione sociale con il miglioramento della qualità della vita (agendo sull’inserimento lavorativo e sulle difficoltà di relazione interpersonale), dell’organizzazione sociale e mediante la contribuzione alla realizzazione di opportunità per soggetti residenti in aree a rischio (riduzione dell’influenza dei modelli devianti nel processo di socializzazione dei minori e inquadramento di nuovi modelli costruttivi);

La prevenzione dell’emarginazione (dispersione scolastica - frequentazione di centri ricreativi ad alto rischio - etc.) con interventi sui processi di formazione di pregiudizi e degli stereotipi culturali; nella fattispecie, il Counselor tenterà di sensibilizzare l’opinione pubblica, la famiglia, la scuola, le agenzie educative e sociali, il mondo del lavoro intorno alle origini ed alla natura di certe forme di comportamento.

Il Counselor e le scuole

Il Counselor interviene soprattutto nell'ambito scolastico al fine di:

Promuovere e suscitare l'interesse all'Apprendimento nello studente poco motivato, organizzando interventi di varia natura atti a strutturare, in modo positivo, l'acquisizione di conoscenze corrette

Illustrare strategie didattiche, mediante le quali il docente potrà proporsi in maniera da coinvolgere i discenti, rendendoli consapevoli dell'importanza di un apprendimento facilitato, finalizzato allo sviluppo di una Personalità migliore

Prevenire fenomeni a rischio quali bullismo, disturbi alimentari, utilizzo di sostanze stupefacenti

Rendere l'Apprendimento volontario e motivato

Conoscere appositi accorgimenti psicologici e scelte operative, atti ad agevolare la partecipazione della popolazione scolastica alla acquisizione delle attività proposte

Consapevolizzare l'importanza del ruolo del docente nella prevenzione dei comportamenti a rischio dei giovani ( bullismo, uso di sostanze stupefacenti, ecc)

Diffondere una sensibilità psicologica nei rapporti tra le persone, per produrre un ambiente scolastico positivo

Costruire un clima di relazioni che favorisca la crescita personale dei docenti ed un sereno apprendimento dei giovani

Prevenire forme di disagio giovanile, quali: disturbi alimentari, abbandono scolastico, stati depressivi, dipendenza da alcool, fumo, droghe

Orientare nella scelta del percorso didattico

Orientare al lavoro ( per chi decide di non proseguire gli studi, favorendo un percorso lavorativo)

Il Counselor e le famiglie

Considerata la complessità del legame genitori-figli, il Conselor interviene nei casi di disagio. Affronterà tematiche inerenti:

  •   L'evoluzione del concetto di famiglia nei tempi
  •   La programmazione di un bambino
  •   L'essere genitori oggi
  • L'origine e trattamento dei disturbi nell'età evolutiva
  •   I meccanismi dell' attaccamento
  • L'egocentrismo e il processo maturativo
  • L'autoaffermazione
  • L'autostima
  •   Il leader e la leadership
  •   Il conformismo
  • i Gruppi e modelli di riferimento
  • La psicologia dei gruppi e delle organizzazioni

Il Counselor e la rivalutazione sociale

Data la molteplicità e la complessità dei disagi che, giornalmente, continuano ad emergere dal contestosociale, il Counselor interverà nei casi di:

  • Droga e territorio
  • Mancanza di autostima
  •   Stress
  • Solitudine
  • Crisi nel rapporto di coppia
  • Paure e fobie
  • Elaborazione di un lutto
  •   Influenza dei media sull'opinione pubblica
  • Disabilità
  • Depressione

Neverland Scarl


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