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Nuove sfide...
di Matteo Simone  ( 21163@tiscali.it )

29 novembre 2015






...per gli atleti paralimpici del Ministero della Difesa




Ciò che non mi uccide mi rende più forte” (Friedrich Nietzsche)


Il CIP (Comitato Italiano Paralimpico) ha assunto il ruolo di Confederazione delle Federazioni e Discipline Sportive Paralimipiche (sport per persone disabili), sia a livello centrale che territoriale, alla stregua del CONI per lo sport olimpico (sport per persone normodotate), mantenendo il compito di riconoscere qualunque organizzazione sportiva per disabili sul territorio nazionale e di garantire la massima diffusione dell’idea paralimpica ed il più proficuo avviamento alla pratica sportiva delle persone disabili, in stretta collaborazione con il CONI stesso.

Il movimento paralimpico italiano ha mosso i primi passi negli anni che precedono i primi Giochi Paralimpici Esitivi di Roma 1960, quando presso il Centro Paraplegici di Ostia dell’INAIL, il prof. Antonio Maglio diede i natali alla sport-terapia in Italia, alla stregua di quanto fatto dal prof. Guttman in Gran Bretagna con i reduci della II Guerra Mondiale. Maglio introdusse le attività fisiche attraverso numerose discipline sportive, utilizzando lo spirito agonistico quale stimolo a reagire e ritrovare le proprie abilità. (3)

Storicamente, i primi giochi per disabili si tennero nel 1948 in Gran Bretagna, nell’ospedale di Stoke Mandeville, non lontano da Londra, grazie all’entusiastica opera di Sir Ludwig Guttmann, neurochirurgo e direttore di quel centro di riabilitazione motoria. Le competizioni, cui parteciparono sportivi handicappati ex membri delle forze armate britanniche, ebbero molto successo e medici e tecnici di tutto il mondo visitarono il centro per apprendere tali metodologie riabilitative.

Nel 1952 per la prima volta i giochi di Stoke Mandeville divennero internazionali, e nel 1960 si svolsero nel contesto delle Olimpiadi di Roma, edizione da cui si comincia a parlare di vere e proprie Paraolimpiadi. (1)

Il Ministro della difesa ed il Presidente del comitato Italiano Paralimpico (CIP) Luca Pancalli hanno firmato una lettera di intenti per promuovere la pratica sportiva quale elemento di stimolo per il recupero fisico-psicologico del personale della difesa affetto da disabilità per incidenti subiti nell’adempimento del proprio dovere.

Armando Iannuzzi a seguito di un tragico incidente di volo ad alta quota che gli provocò una lesione spinale lombare, ora è coordinatore delle attività degli atleti paralimpici del ministero della Difesa. Sulla rivista SuperAbile INAIL di Novembre 2015 (3)

Iannuzzi racconta di se e degli atleti paralimpici del Ministero della Difesa: “Quando abbiamo cominciato eravamo in undici, ora gli atleti impegnati in varie discipline sportive sono 35, di cui due donne”.

Iannuzzi racconta il suo percorso di riabilitazione che ha comportato impegno, determinazione e dimostrando di essere tanto resiliente e di non abbattersi dopo l’incidente ma di reagire e di reinventarsi la propria vita: “Dopo due anni e mezzo di fisioterapia per sette-otto ore al giorno (compresa quella in acqua), sono riuscito a camminare con stampelle e tutori.”

Iannuzzi ha avuto il sostegno della famiglia gli è stata vicino nei momenti difficili, e con forza e determinazione ha iniziato a praticare lo sport ed a essere sempre più competitivo raggiungendo i suoi obiettivi e vincendo anche titoli Italiani: “Ho scoperto il nuoto come sport agonistico, con nuovi stimoli e obiettivi: iniziando nel 2002 a gareggiare per gioco, in sette anni ho vinto otto titoli italiani; se prima dell’incidente facevo 50 metri in 35 secondi, da disabile ce ne ho messi 29,9, cinque in meno. È stato decisivo anche rientrare in servizio, l’ho chiesto con forza e convinzione nonostante la difficoltà: le opportunità sono quelli che ti poni.”

Agli Invictus Games, competizione militare internazionale paraolimpica organizzata dal Royal Foundation del Principe Hanry e dal Ministero della Difesa britannico, hanno preso parte oltre 400 atleti militari diversamente abili, provenienti da 14 Paesi. Il medagliere Italiano arriva a quota cinque: due ori, due argenti ed un bronzo.

Le Medaglie d’oro conquistate da Domenico Russo per i 100 metri mentre Fabio Tomasulo conquista l’oro con il tiro con l’arco. Le medaglie d’argento sono conquistate per il nuoto 50 metri stile libero, da Marco Iannuzzi,, e per il rowing indoor (canottaggio al coperto), nello sprint di un minuto, da Loreto di Loreto. La medaglia di bronzo è conquistata da Pasquale Barriera, per il nuoto 50 metri stile libero della propria categoria.

Ora si pensa ai prossimi obiettivi e cioè nuove sfide per gli atleti paralimpici del Ministero della Difesa: “Alle Paralimpiadi di Rio 2016 avremo una convocata per l’atletica, un altro nella Nazionale di tiro a segno. Abbiamo anche un arciere con ottime premesse. Nel frattempo stiamo provando a fare sport di squadra: sitting volley e wheelchair rugby.”

Ci sorprendiamo ad apprendere che anche i disabili praticano sport, abbiamo difficoltà ad immaginare come possano fare a superare le proprie disabilità per praticare un determinato sport, eppure il disabile riesce ad eccellere nello sport, ed è anche determinato nei suoi obiettivi, riesce ad ottenere i successi prefissati grazie alla sua capacità, alla sua determinazione, alla sua voglia di emergere, di stare con gli altri, di dimostrare il suo valore, di riscattarsi.

  1. SuperAbile Magazine, Anno III - numero cinque, maggio 2014, pp. 26-27.

  2. REGIONE TOSCANA, Il 2004 dello sport, Firenze, febbraio 2005, p. 75.

  3. SuperAbile INAIL del 16 Novembre 2015, pp. 16-17.


Matteo SIMONE - Psicologo dello Sport, Psicoterapeuta

380-4337230
-  
21163@tiscali.it


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