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Problem Solving e Creativitā nell’Azienda
di Maria Cipparrone  (  mariellacipparrone@libero.it )

13 aprile 2002

Metodo razionale e creatività per raggiungere il successo. E' questo il mix in voga, ormai, nelle imprese per sfondare; come dire: ragione e fantasia nella giusta combinazione. Ancora una volta protagonista è il fattore umano.


 

 

Problem Solving e Creatività nell’Azienda: un binomio di sicuro successo.

Ogni giorno, imprese, banche, istituzioni, fanno i conti con decisioni da prendere per competere sui mercati globali e, così soddisfare gli utenti.

Le decisioni sono molte e di vario genere. Quelle, per esempio, relative alle strategie competitive e, cioè a come differenziarsi, su quali prodotti o servizi puntare per conquistare e fidelizzare i clienti; altre, invece, relative alla redditività, all’organizzazione, alla tecnologia da utilizzare, al marketing da attuare. Poi, ci sono decisioni anche su situazioni contingenti ed all’apparenza senza effetti rilevanti, come l’acquisto di hardware e software o l’inserimento di nuovi collaboratori, da cui possono discendere conseguenze non previste.

Decidere rientra nell’attività dell’imprenditore (o del professional) e comporta una visione sistemica e globale degli effetti possibili delle azioni.

In un contesto con molte opzioni e molti scenari può diventare più difficile decidere, soprattutto in tempi, come quelli attuali di "turbomarketing." Risulta, pertanto necessario sviluppare un metodo razionale per ridurre al minimo i rischi di insuccesso.

Le conoscenze e gli strumenti del budgeting (relativi cioè alle previsioni di bilancio) costituiscono la base per ogni attività organizzativa. Ma il settore delle tecniche decisionali è altrettanto importante. E’ evidente, quindi, che le aziende hanno bisogno di specializzarsi nel c.d. problem solving e nella metodologia creativa.

L’incertezza rispetto ad alcune situazioni e, la conseguente necessità di assumere decisioni ha caratterizzato e caratterizza l’esistenza dell’essere umano in tutte le epoche e culture.

Programmare le proprie scelte nei vari settori attraverso decisioni razionali che tengano conto di eventuali "imprevisti" deve essere uno degli scopi principali degli esseri umani ed, in particolare deve diventare "un credo" per coloro che esercitano un’impresa.

Un esperto di management, P. Drucker, afferma che: "Decidere significa correre un rischio," che, però, può essere preventivato.

Innanzitutto, l’impresa deve rapportarsi con l’ambiente in cui essa opera o andrà ad operare. L’impresa, come noto, è un sistema, formato dagli elementi che lo compongono e, dalle relazioni che esistono tra quegli elementi, ed il suo scopo è quello di soddisfare i bisogni presenti nel mercato.

Alla luce di tali considerazioni, risulta chiaro che l’impresa vive attraverso una serie continua di scambi con l’ambiente circostante, essa, infatti deve:

  • Individuare i bisogni che esistono nel mercato;
  • Convincere i potenziali clienti della convenienza della propria offerta;
  • Acquisire le risorse e le competenze quantitativamente e qualitativamente necessarie per realizzare i propri prodotti.

Per tutto ciò, si definisce l’impresa come un sistema "aperto", in cui è fondamentale l’interscambio con l’ambiente, inteso come il contesto generale, all’interno del quale l’impresa è chiamata a svolgere le sue funzioni. Ma l’ambiente non è rappresentato unicamente dal mercato, occorre, infatti, considerare sia l’ambiente "generale", cioè i vari aspetti del posto (paese) in cui essa opera, sia l’ambiente "specifico", che varia da impresa ad impresa ed è costituito dal settore e dai mercati propri dell’impresa stessa. Pertanto, se l’ambiente in cui l’azienda si vorrebbe inserire è complesso (nel senso che i bisogni sono indistinti, la tecnologia è fortemente evolutiva, non esistono precise regole legislative, ecc.) il management aziendale deve agire per costruire il contesto che, meglio, può adattarsi alle sue esigenze. Per realizzare ciò, pertanto si deve far leva sulle tecniche decisionali o problem solving e sulla creatività di tutti coloro che operano nell’organizzazione aziendale. Metodo e Creatività.

Il primo ha per oggetto le decisioni. Decidere significa affrontare un problema, che è tale quando esistono più soluzioni possibili. La decisione non si esaurisce, però, solo nell’atto decisionale in sé e nelle sue conseguenze, ma prevede anche il processo attraverso cui la decisione si forma, in una visione sistematica dove i vari elementi interagiscono. Per esempio nelle tecniche di V.I.A. (valutazione di impatto ambientale), vengono delineati ed analizzati i vari fattori ambientali in uno scenario complesso con varie ipotesi, calcolando i costi ed i benefici.

Gli elementi su cui si basa il problem solving sono:

  1. Il contesto decisionale (ambito in cui maturano le decisioni):

  • Contesti chiusi o semplici (o decisioni di routine o con minime incertezze) oppure contesti aperti e complessi (decisioni con scarse conoscenze, gamma di opzioni, obbiettivi non predefinibili);

  1. Tipologia delle decisioni da adottare:

  • Semplici o complesse - Occasionali o abituali;

  1. Lo stile decisionale abituale nell’organizzazione (direttivo o delegante);
  2. I metodi delle scelte:

  • Qualitativi e quantitativi.

  1. Le fasi del processo decisionale:

  • Riconoscimento e diagnosi del problema,
  • Sviluppo di alternative di soluzione,
  • Valutazione delle alternative e selezione dell’alternativa migliore,
  • Azione, ossia attuazione della decisione.

Infine, in ogni processo decisionale ciò che assume una valenza decisiva è la comunicazione organizzativa che si ricollega alla possibilità di condivisione delle scelte tra i collaboratori.

Relativamente alla creatività, cioè al secondo elemento su cui puntare, c’è da considerare che da un po’ di tempo nell’ambito delle aziende, da parte del management è data molta importanza all’aspetto creativo degli uomini che fanno l’azienda. Sempre P. Drucker ricorda: " l’organizzazione serve alle persone normali per compiere azioni eccellenti, ma non è tutto." Ci sono, infatti, gli uomini con la loro capacità relazionale, il loro talento, la loro immaginazione.

Da parte delle imprese e delle istituzioni internazionali vengono compiuti studi tesi ad aumentare il tasso di creatività nelle aziende e favorire la ricerca di nuove soluzioni, spesso decisive.

Alcuni studiosi del pensiero creativo suggeriscono al management del 2000 di ricavarsi spazi di pensiero libero non razionale per individuare e rianalizzare le idee dominanti proprie dell’organizzazione aziendale.

Problem Solving e Tecniche Creative possono, dunque, aiutare le aziende a sperimentare nuove soluzioni da adottare rispetto a situazioni sempre mutevoli, risultato di una società in continua evoluzione.

Avv. Maria Cipparrone - giurista d’impresa

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