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Leggere e studiare...
di Giorgio Marchese  ( direttore@lastradaweb.it )

9 maggio 2011



...rallenta l'invecchiamento!


News Neuroscienze - P.N.E.I.

Un team dell’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Fondazione Santa Lucia di Roma, ha analizzato, con la risonanza magnetica, 150 pazienti tra i 18 e i 65 anni, dimostrando che si può rallentare l’invecchiamento del cervello con un po’ di "ginnastica mentale". Studiare, scrivere, leggere e applicarsi a qualsiasi interesse intellettuale che stimoli passione e curiosità, ha un’influenza decisiva sull’integrità del cervello, sia dal punto di vista strutturale che funzionale.

La ricerca, pubblicata dalla rivista Human Brain Mapping, evidenzia che un’istruzione scolastica più lunga e una maggior abitudine alla concentrazione mentale, è in diretta correlazione con la compattezza strutturale dell’ippocampo, l’area che presiede alla funzione della memoria a lungo termine e che è tra le prime a deteriorarsi quando s’instaura l’Alzheimer. Sono avvantaggiati quei pensionati che hanno sempre svolto un lavoro stimolante, per i meno fortunati non è mai troppo tardi per recuperare: basta tenersi curiosi e attenti anche dopo la vita lavorativa.

Sono circa un milione in Italia i pazienti affetti da demenza senile, 600 mila con Alzheimer; il costo medio annuo che la famiglia del malato deve affrontare è di 60 mila euro. Il geriatra Luca Cravello, ricercatore della Fondazione Santa Lucia, fornisce dieci consigli utili contro l’Alzheimer. Leggere un quotidiano tutti i giorni e almeno un libro al mese, sforzarsi di ricordare i nomi ricorrendo ad associazioni mentali, navigare sui motori di ricerca online, imparare una lingua straniera, imparare a memoria una canzone e suonare uno strumento, conversare spesso, specialmente con i giovani, coltivare un hobby con passione e fare esercizi di enigmistica, frequentare circoli culturali e l’università della terza età, fotografare, dipingere o frequentare musei, tenere un’agenda quotidiana e assegnare un posto ad ogni oggetto.

Cari lettori, di solito, commento, in maniera critica le notizie reperite da fonti, comunque attendibili. Questa volta, preferisco che, al posto mio, parli una persona molto più importante e competente. E lo ha detto molti, ma molti, anni fa!

In conclusione: ma questi ricercatori (per quanto preparati) perché non leggono i vecchi giornali, oppure... perché non ascoltano i detti di saggezza popolare? Risparmieremmo, tutti, tempo e denaro.


Fonti

  • www.edott.it

 

Giorgio Marchese - Medico Psicoterapeuta - docente di Psicologia fisiologica c/o la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia ad Indirizzo Dinamico (SFPID) - ROMA

P.S. Sono stato rimproverato, da uno scienziato, per aver ridicolizzato il lavoro di tanti ricercatori, minimizzando il risultato. Effettivamente, ogni teoria scientifica, segue un percorso che prevede l’intuizione, l’ipotesi e la verifica sperimentale. Mi spiace di aver offeso la sensibilità di gente per bene. Ho, solo, indirettamente, manifestato la speranza che, presto, ci si concentri su studi un po’ più innovativi. Ammetto di aver utilizzato una certa impazienza e un po’ di presunzione. Ma, sentimenti del genere, in fondo, non rappresentano il propellente necessario per andare "oltre"?

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