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Equilibristi e Trapezisti.
di Giorgio Marchese  ( direttore@lastradaweb.it )

1 giugno 2018


Tre situazioni. Tre condizioni differenti. Tre di numero. Diverse ma concatenate, come lo sono i fatti della vita. "Caro dottore, riflettevo su come sia strana, a volte, la nostra esistenza. A distanza di un anno, la relazione con mio marito è priva di quegli scontri che ci avevano condotto sull'orlo della separazione!" - "Bene, sono contento per voi due" - "Al tempo, dottore. Agli occhi degli altri, siamo tornati ad essere la coppia affiatata di sempre... in realtà, ci evitiamo affettuosamente" - "In che senso, scusi?" - "Dialoghiamo ma non comunichiamo; valutiamo ma non decidiamo nulla che riguardi la nostra relazione; si discute di ciò che ci sta intorno, ignorando quello che ci viene da dentro. In altre parole, abbiamo scelto, senza dircelo, di non incrociare punti di interesse comuni. Così non ha senso litigare e, pur volendoci bene, ci illudiamo di star bene!". Per distrarmi, guardo un po' quello schermo su cui, virtualmente, vengono mandati in onda avvenimenti che costituiscono il mondo della televisione e, in un programma di intrattenimento raffinato, ascolto la lucida analisi del maggiore esponente di uno dei più grandi gruppi industriali italiano, circa ciò che accade nel nostro bel paese e ricavo che, se costui avesse potuto essere più esplicito, avrebbe dichiarato, "sic et simpliciter", di essere pronto a lasciare (industrialmente parlando) l'italico stivale, caratterizzato, ormai, da uno stato di decadenza irrefrenabile pari all'andazzo dell'ultimo periodo... PER CONTINUARE LA LETTURA, CLICCARE SUL TITOLO.


...dell’Impero romano d’Occidente. Con l’aggravante della necessità di evitare il baratro finale, assorbendo risorse (portandoli al collasso) da coloro che, paradossalmente, bisognerebbe tutelare!

Che strano, nella stessa giornata ho apprezzato l’intervista di un pilota di Formula uno che, dopo aver recuperato i punti di svantaggio in classifica mondiale, ha dichiarato: "Il mondo delle piste, è assai particolare. Eravamo spacciati e ci ritroviamo in testa a guardare gli altri dall’alto in basso ma siamo consapevoli che la situazione cambia velocemente e che tutto, può, ancora, succedere. Comunque vada, l’importante è divertirsi. Siamo un team in perfetta armonia e completa sintonia. Lotteremo, come sempre, fino all’ultima curva".

Rifletto.

Pare proprio che, la messa in onda della vita avvenga all’interno di un circo dove si esibiscono due tipologie di artisti: gli equilibristi e gli acrobati.

I primi rappresentano il rapporto che ciascuno ha con se stesso. Su una corda, in equilibrio fra ciò che vorremmo (una vita tranquilla e sensata) e quello che, da noi, si aspettano gli altri (apparenza e consistenza in ottica speculativa, in ossequio al principio del "quanto mi servi, quanto mi costi e cosa posso trovare di meglio").

I secondi, rappresentano l’emblema di quell’indispensabile armonia di coppia, senza la quale il rischio di precipitare è talmente elevato dal dissuadere a continuare. In effetti, quanto è ipotizzabile riuscire a realizzare un percorso insieme (sia sul piano affettivo che lavorativo) senza allenarsi a sincronizzarsi anche ad occhi chiusi?

È stata Pubblicata sul Journal of Sexual Medicine una ricerca condotta dalla dottoressa Stephanie Ortigue dell’University of Syracuse, che indaga il colpo di fulmine. Per innamorarsi basterebbe un quinto di secondo, durante il quale si attivano 12 aree cerebrali che lavorano insieme per liberare sostanze euforizzanti: dopamina, ossitocina, adrenalina, con risultati simili a quelli dati dall’assunzione di cocaina. Bene. In un lampo possiamo provare interesse verso qualcosa o qualcuno, in base a rispondenze peculiari e personali. Però, siccome esiste il meccanismo dell’assuefazione, se non ci si continua ad impegnare per stupirsi vicendevolmente, dopo un po’... "tutto il resto è noia!". Non migliorare l’intesa (fra partner affettivi o lavorativi) porta ad ossidare il punto di contatto fra le parti riducendo, di fatto, il passaggio di quegli impulsi che rendono possibile il mantenere in vita il rapporto.

Obiettivi comuni, apprendimenti convergenti, impegno continuativo.

Tre premesse fondamentali, per poter scegliere fra tre diverse soluzioni al problema: ignorare il problema, abbandonare la partita, lottare fino all’ultimo.

La scelta è difficile?

Allora provate ad "ascoltare" (con la voce della vostra coscienza) questa antica parabola irlandese: "Due topolini cadono in un secchio di panna. Il primo si lascia andare subito e muore affogato. Il secondo non ci sta ad arrendersi così facilmente; e allora si agita e nuota fino al punto che la panna si trasforma in burro. A quel punto, avendo un solido appoggio, balza fuori dal secchio".

Signori, fate il vostro gioco!

 

Giorgio Marchese - Direttore La Strad@

P.S. Ogni tanto succede che, riguardo dei vecchi editoriali... e li trovo "tremendamente" attuali. Non riesco, a quel punto, a resistere alla tentazione di ripubblicarli, con qualche modifica. Mi scuso con i lettori ma, questo "pezzo", era troppo bello per lasciarlo nel cassetto!

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