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La sensibilitÓ della donna e dell’uomo...
di Giorgio Marchese  ( direttore@lastradaweb.it )

19 aprile 2018



Solo questione di pelle?


Quesiti

Secondo quanto riportato su alcune riviste che parlano di medicina e benessere, ho trovato una spiegazione secondo cui, le donne sarebbero più sensibili degli uomini anche perché, la pelle del viso di una donna avrebbe 34 terminazioni nervose per centimetro quadro mentre quella dell’uomo, soltanto 17. È vero?

Anna G - Verona

Cara Anna, non sono in grado di risponderle in maniera certa (e di ciò me ne dispiace). Posso dirle che non sono riuscito a trovare riscontro nei libri di istologia e anatomia. Le faccio presente, però, che sia che la pelle dell’uomo che quella della donna hanno la stessa derivazione embrionaria (L’ectoderma).

Partiamo, comunque, da una premessa

Qualsiasi organismo (in questo caso, ci riferiamo all’essere umano) svolge dei compiti, mediante determinate funzioni, esercitate dai singoli apparati che sono, a loro volta, strutturati in organi di competenza, espressione “condominiale” delle singole cellule specialistiche di appartenenza.

Tutto quello appena descritto, ci fa iniziare a vedere una struttura apparentemente solida e relativamente stabile come, invece, un insieme organizzato dinamicamente in cui, ciascun componente, ha voce in capitolo: sia per reclamare ciò che serve per la sopravvivenza (metabolismo basale), sia per stabilire quando è il momento di “staccare la spina” (apoptosi cellulare), sia per dimensionarsi in ambito cooperativo e svolgere i compiti che giustificano la sua presenza (epigenetica).

Il tutto viene studiato, da anni, da una branca scientifica che è stata definita Psiconeuroimmunoendocrinologia.

In buona sostanza, la “macchina umana” vive grazie all’energia che, sul piano aggregato, forma il corpo mentre, sul versante “libero” (addensato) crea i presupposti per l’attività psichica.

Siccome la definizione di apprendimento prevede una “attività psichica che, mediante l’esperienza, incidendo sul sistema nervoso, modifica il comportamento”, possiamo concludere che, quello che impariamo, ci rende ciò che siamo (sul piano della sensibilità e dell’empatia) a prescindere che siamo Donna o Uomo.

Per chiarirsi ulteriormente le idee circa il rapporto e le differenze psicobiosociali fra donne e uomini, si può dare un’occhiata qui

Per non lasciarla insoddisfatta circa il quesito posto, comunque, le espongo una succinta descrizione relativa alla pelle umana, da cui potrà evincere la sua complessità e, forse, potrà concludere che (come sosteneva un illustre luminare), non è tanto la struttura di un organo a fare, realmente, la differenza quanto, piuttosto, come si è in grado di usarli (l’organo e la sua struttura)

La pelle (o cute) è composta da due strati, l’epidermide e il derma.

L’epidermide è la zona più esterna della pelle. Alla sua base ci sono numerosi strati di cellule che si riproducono continuamente spostandosi verso gli strati più esterni per sostituire quelle che si staccano alla fine del loro ciclo vitale (causando ad esempio, desquamazione e forfora). Nell’epidermide, quindi, si possono riconoscere più strati, dal basso verso l’alto:

  1. Uno strato basale (di cheratinociti) dotato di cellule a forma cubica, unite tra di loro da giunzioni cellulari chiamate "desmosomi" ed ancorate alla membrana basale, che connette l’epidermide al derma, da giunzioni chiamate "emidesmosomi".
  2. Uno strato spinoso composto da cellule poliedriche;
  3. Uno strato granuloso composto da cellule pavimentose ricche di cheratina, proteina filamentosa ricca di zolfo molto stabile e resistente;
  4. Uno strato corneo, con cellule a forma di lamine; il suo contenuto in acqua è piuttosto elevato, in condizioni normali è compreso tra il 20 e il 35%; l’acqua, insieme alle proteine e ai lipidi, conferisce allo strato corneo le sue indispensabili caratteristiche di morbidezza, flessibilità ed elasticità; esse sono necessarie in quanto il corneo deve adattarsi ai movimenti dei muscoli e delle articolazioni.

 

Il Derma si trova sotto lo strato dell’epidermide ed è costituito da tessuto connettivo, che funge da ammortizzatore per i traumi meccanici della pelle. Il derma è strettamente legato all’epidermide da una membrana basale e ospita molte terminazioni nervose che forniscono la sensibilità tattile e termica. Contiene inoltre vasi sanguigni, vasi linfatici, ghiandole sebacee, ghiandole sudoripare e follicoli piliferi.

Il derma si suddivide in due strati: quello più esterno, adiacente all’epidermide, è detto strato papillare, quello più profondo e più spesso è chiamato strato reticolare.

Lo strato papillare è formato da protuberanze chiamate, appunto papille, che si estendono verso l’epidermide rafforzando l’adesione tra i due strati. Questa conformazione caratteristica dello strato papillare forma delle caratteristiche irregolarità di superficie che sono determinate geneticamente e differiscono da individuo a individuo. In alcune regioni (polpastrello, palmo della mano, pianta del piede) queste irregolarità si strutturano a formare le impronte digitali.

Lo strato reticolare è composto da fibre collagene, reticolari ed elastiche, che conferiscono alla pelle l’elasticità, l’estensibilità e la resistenza alle trazioni. Da questo strato originano i bulbi piliferi, le unghie, le ghiandole sebacee e sudoripare.

La pelle è particolarmente sensibile a ogni forma di contatto. L’essere umano può distinguere sensazioni tattili di diversa natura, come il caldo, il freddo, la pressione e il dolore grazie a varie specie di organi terminali, attraverso i quali i diversi stimoli si ricollegano per formare le sensazioni.

I recettori tattili

  • Le cellule di Merkel sono i più semplici sensori di tatto localizzati nello strato basale dell’epidermide. Queste grosse cellule, molto ricche di mitocondri, trasmettono gli impulsi alle sinapsi con una singola fibra nervosa, in modo che solamente l’eccitazione contemporanea di più cellule di Merkel adiacenti venga trasmessa come segnale al midollo spinale.
  • Proprio al confine fra epidermide e derma sono situati i corpuscoli tattili di Meissner. E’ possibile immaginare un corpuscolo di Meissner come una colonna di circa una decina di cellule cuneiformi, la cui base allargata è volta verso l’esterno. Fra le cellule decorre tortuosamente una fibra nervosa afferente. Servono a consentire di afferrare con precisione oggetti di piccole dimensioni.
  • I corpuscoli di Ruffini sono situati nella profondità del derma. Essi sono ammassi cellulari appiattiti, circondati da un rivestimento connettivale, e contengono un fitto groviglio di fibre nervose afferenti, dotate di numerose giunzioni. Hanno la funzione principale di misurazione della tensione nel tessuto.
  • Ancora più in profondità rispetto ai corpuscoli di Ruffini, si trovano i corpuscoli di Vater-Pacini, delle dimensioni di 1- 4 mm. Ciascun corpuscolo è composto è composto da un guscio contenente fino a 60 strati di cellule appiattite che circondano una grossa terminazione nervosa centrale. Questi corpuscoli sono particolarmente sensibili alle vibrazioni, in cui direzione e velocità dello stimolo variano continuamente. Le lamelle, quindi, trasformano in modo meccanico la pressione in accelerazione.

Recettori per il caldo e per il freddo

I recettori per il caldo e per il freddo sono terminazioni nervose libere nella cute che microscopicamente non si distinguono dai recettori per il dolore. Infatti la maggior parte delle terminazioni nervose libere agisce da sensori per il dolore e, solo in alcuni casi, come termocettori.

G.M. - Medico Psicoterapeuta

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