HOME - GLI AUTORI - LE SEZIONI - VIDEO - LINK
 

Inviaci un tuo articolo

Partecipa anche tu !
Scrivi un articolo

   Cerca nel nostro archivio:
Fotografie.
di Fernanda Annesi  ( fernanda_65@yahoo.it )

1 dicembre 2018






Dedicato agli affetti che mai si potranno sostituire.


 

Pensieri degli anni difficili

Il baule delle foto è piccolo ma capiente, di legno intarsiato, sistemato ai piedi di una lampada. Una delle tante che si vedono qua in giro. Si, perché non so bene cosa sia successo ma qualche anno fa in un momento di ristrutturazione mi ha preso questa mania di levare quanti più lampadari possibili. Non mi piace la luce che illumina dall’alto, ogni angolo viene ad essere investito dalla stessa intensità e ogni oggetto e mobile è esaltato in ugual maniera. Preferisco gli angoli di penombra. Molto più naturale è la luce che proviene da un faretto, una lampada di legno, una piantana di carta. Parte un fascio da un punto scelto sempre con cura, per rendere più caldo l’ambiente. Può essere che ti ritrovi a dover strizzare gli occhi, ma...il gioco vale la candela! Il tutto diventa molto più accogliente.

Sul fondo ci sono quelle in bianco e nero, di dimensioni diverse, alcune con la cornice bianca. Sistemate nei libretti ad anelli le più antiche, nei blocchetti rivestiti quelle più recenti. Il fascino che proviene dalla foto in bianco e nero è di gran lunga più intenso. Ne prendo una a caso ed immediatamente sento che dentro di me si risveglia l’onda del ricordo.

Mi ritrovo fra le mani le domeniche di festa. Cominciano presto fra le lenzuola bianche, i profumi del pulito, la fredda aria dell’inverno. Una calda tazza di latte accompagnata dal tenero bacio del buongiorno ti dà la carica e l’energia necessaria per tutte le attività. Non c’è molto da scegliere fra i vestiti, quello della festa è unico, stirato e conservato nell’armadio grande, pronto ad essere indossato e fotografato. E poi i capelli, sempre ben sistemati e raccolti, due codine perfettamente simmetriche, non c’è capello che scappa via, tenute insieme dagli elastici colorati. Oppure due treccine che cadono sulle spalle via via a sfinire. Quasi mai liberamente sciolti.

La mia mano incontra la sua, più grande e ansiosa di raccogliersi. Lui è sempre molto elegante, mai senza giacca e cravatta, la camicia ben stirata e immancabile la sua macchina fotografica a tracolla.

Per le strade c’è aria di domenica, chiassosa la villetta dei giochi adornata dai palloncini variopinti e dal trenino. Da sottofondo le campane della chiesa che la sovrasta nella parte principale. Le gradinate sono campo di giochi, quelli inventati e perciò i più belli seguiti dalle cantilene universali del mondo dei bambini. Le braccia si uniscono in catene legate dalle mani, si formano i girotondi colorati dai nostri stessi abiti. A volte diventano enormi, un bambino tira l’altro, quello un po’ più timido che ha bisogno di essere dolcemente convinto, e poi c’è il bulletto che muore dal desiderio di partecipare a questo giro, ma...è da femminucce.

Scatto una foto a questo istante e mi soffermo col pensiero. La villetta è sempre là, ma quanto è cambiata! Raramente mi capita di passarvi, se non di sfuggita. Ha un aspetto completamente diverso, molto più curata, senza troppe barriere al verde, alcuni gli alberi, sempre quelli di allora, ma più alti e più ricchi. Tanti i bambini che la vivono e sulle panchine i nonni a guardare nostalgicamente, con l’affetto che brilla nei loro occhi un po’ spenti dal peso del tempo che è vissuto.

Guardo una foto, risale alla fine degli anni ’50, piccola e così bella. Una donna snella con un foulard nei capelli, è una giornata ventosa, probabilmente il fazzoletto serve a non scompigliarli. Sorride con dolcezza e guarda l’obiettivo, è giovane e sulla sua vita molto si ha ancora da scrivere. Non so perché ma ho la sensazione che dall’altra parte, chi scatta, è in una fase di contemplazione. Non bada tanto al paesaggio che è intorno, che peraltro è molto bello, campagna in pieno inverno, ma è quasi incantato, stupito che quello sguardo sia tutto per lui. Deve essere un uomo molto innamorato.

Ci sono poi i gruppi familiari e fra amici. Foto piccole poco più di una figurina, alcune con il bordo intagliato, sembrano dei francobolli solo un po’ più grandi e lì in mezzo sistemate in file le allegre compagnie. Quasi sempre le famose gite fuori città, si partiva presto la mattina, qualcuno un po’ assonnato, un cesto con le pietanze preparate all’alba e tanta voglia di stare insieme. I bambini eccitatissimi tutti insieme in una macchina, sempre presente il pallone, i tamburelli e qualsiasi altro gioco per la giornata all’aria aperta. Il momento della foto prende un po’ di tempo, bisogna organizzare. Al centro i più anziani, i nonni che tengono insieme la famiglia, davanti i bambini, difficile trattenerli, hanno ancora mille fantasie da far vivere e poi tutti gli altri, zii, genitori e amici.

Richiudo il baule e rimango seduta a terra, i miei occhi un po’ annebbiati, qualche lacrima timidamente scende giù, finalmente prende la giusta strada...

È un tuffo nel passato. Ma è un viaggio che non fa male all’anima, anzi serve ad arricchire, ad aiutare a non dimenticare, accompagnato da un leggero senso di nostalgia per quanto è stato, per le giornate di allegrie.

Dedicato agli affetti che mai si potranno sostituire.

 

Fernanda (5 ottobre 2007)

 

SERVIZI
Home
Stampa questo lavoro
(per una stampa ottimale si consiglia di utilizzare Internet Explorer)

Segnala questo articolo
Introduci il tuo nome:
Introduci email destinatario:

STESSA CATEGORIA
Una luce all’orizzonte...
Per sÚ. E per nessun altro.
Tutto al caso.
Fra poco Ŕ Natale.
Estate.
La forma del triangolo.
Sfumature.
La scelta giusta.
Frammenti di viaggio.
Un sottile velo di malinconia.
Il momento.
La poesia nella luna.
La vita non si pu˛ immaginare, la si deve vivere!
Sulla lama del rasoio...
Un essere umano.
Una notte di un’estate speciale...
Al posto suo.
Sono qui.
Il prezzo della diversitÓ.
Le varie fasi dell’amore.
DELLO STESSO AUTORE
Il segreto nella struttura.
Dopo l’altro.
Il fuoco del giorno dopo.
Le oscillazioni delle aree cerebrali.
La mediocritÓ.
La voglia di vivere tutto...
L’inizio.
Quando si vorrebbe dare quello che non si pu˛!
Vento.
Il dolore della rassegnazione.
La bestia sulle spalle.
Uno sterile scambio di informazioni.
La forza nel dolore.
Uomo.
A tutti quelli che...
Fiabe.
Il profumo di un laboratorio.
Ti amo di pi¨.
La costruzione.
Alla fine, tutto torna.
ARCHIVIO ARTICOLI
Rubriche
Settore Legale
Medicina, Psicologia, Neuroscienze e Counseling
Scienza & Medicina
Emozioni del mattino - Poesie
Economia, Finanza e Risorse Umane
Cultura
Parli la lingua? - DIZIONARI ON LINE
Proverbi e Aforismi
Al di lÓ del muro! - Epistole dal carcere
Editoriali
Organizza il tuo tempo
PROGETTO SCUOLA
La Finestra sul cortile - Opinioni, racconti, sensazioni...
Legislazione su Internet
Psicologia della comunicazione
La voce dei Lettori .
Filosofia & Pedagogia
Motori
Spulciando qua e lÓ - CuriositÓ
Amianto - Ieri, oggi, domani
MUSICA
Il mondo dei sapori
Spazio consumatori
ComunitÓ e Diritto
Vorrei Vederci Chiaro!
News - Comunicati Stampa
Una vita controvento.

PROPRIETARIO Neverland Scarl
ISSN 2385-0876
Iscrizione Reg. Stampa (Trib. Cosenza ) n░ 653 - 08.09.2000
Redazione via Puccini, 100 87040 Castrolibero(CS)
Tel. 0984852234 - Fax 0984854707
Direttore responsabile: Dr. Giorgio Marchese
Hosting fornito da: Aruba spa, p.zza Garibaldi 8, 52010 - Soci (Ar)
Tutti i diritti riservati


Statistiche Visite
Webmaster: Alessandro Granata


Neverland Scarl - Corso di formazione